Milano Fashion Week: influencer e designer espugnano i social

Milano Fashion Week

In occasione di Milano Fashion Week/Milano Moda Donna, iniziata lo scorso 21 settembre, Blogmeter, società specializzata nella social media intelligence, ha lanciato la terza edizione dell’Instagram Fashion Index, l’osservatorio che monitora le performance su Instagram dei brand che sfilano secondo il calendario ufficiale di Camera Nazionale della Moda Italiana. Blogmeter ha analizzato i risultati dei primi due giorni sfilate (21 –22 settembre), in cui 25 brand hanno presentato le nuove collezioni S/S 2017.

Dall’analisi relativa al primo giorno, è emerso che il brand più performante su Instagram è stato Gucci con 834 mila interazioni e oltre 18 mila nuovi follower in un solo giorno: in particolare, l’hashtag dedicato al designer #AlessandroMichele è stato il più coinvolgente, essendo presente in tutti i contenuti condivisi dalla maison fiorentina. A distanza in termini di engagement segue Cavalli con 185,8 mila, mentre il brand più attivo della giornata è stato Philipp Plein con 31 Instagram post e 108 mila interazioni. Tuttavia, la vera protagonista del primo giorno della #MFW è stata l’influencer italiana Chiara Ferragni che con i suoi 5 post dedicati all’evento ha generato oltre 350 mila interazioni, tra like e commenti.

Il secondo giorno di sfilate invece ha visto il trionfo di Fendi con 354 mila interazioni e quasi 15 mila new follower che con le foto dedicate alle due super model Bella e Gigi Hadid a al designer #KarlLagerfeld ha conquistato gli utenti di Instagram. Al secondo posto della classifica social si posiziona Moschino con ben 253 mila interazioni, dedicate soprattutto alla modella #StellaMaxwell con i suoi 2 milioni follower e alle due sorelle protagoniste del secondo giorno di sfilate. Chiude il podio dei più coinvolgenti Prada (103 mila interazioni), leader per numero totale di follower (9,7 milioni), che ha affascinato la community di Instagram con i fashion film del regista e sceneggiatore statunitense David O. Russell.

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