Le aziende tedesche si vendono alle straniere

BERLIN, GERMANY - NOVEMBER 27:  German Chancellor and Chairwoman of the German Christian Democrats (CDU) Angela Merkel talks to the media with Chairman of the German Social Democrats (SPD) Sigmar Gabriel and Chairman of the Bavarian Christian Democrats (CSU) Horst Seehofer (not pictured) about the three parties' coalition contract after signing it earlier in the day on November 27, 2013 in Berlin, Germany. The three parties worked their way through arduous negotiations on policy issues that concluded with a 17-hour overnight session last night in order to hammer out the final details that will make a new German coalition government possible. The agreement still requires approval by party delegates, which especially in the case of the SPD is uncertain.  (Photo by Sean Gallup/Getty Images,) ** OUTS - ELSENT, FPG, TCN - OUTS * NM, PH, VA if sourced by CT, LA or MoD **

Aziende tedesche acquistate da quelle straniere. Cresce del 6% il mercato delle fusioni e acquisizioni in Germania. Se le operazioni M&A hanno visto nel primo semestre del 2016 una flessione del numero, passando da 410 a 386, il  valore delle operazioni è cresciuto di circa il 6%.

Nei primi sei mesi dell’anno sono diminuite le acquisizioni di imprese tedesche da parte di altre società connazionali: rispetto allo stesso periodo del 2015 il controvalore delle operazioni è diminuito a circa 5,6 miliardi di  euro (-27%). Sono aumentate, invece, le acquisizioni di imprese tedesche da parte di imprese straniere, rispetto allo stesso periodo del 2015, sia in termini di numero di operazioni, da 193 a 205, sia in
termini di valore, da 17,9 a 21,5 miliardi di euro (+20,4%).
Secondo Stefan Brandes, avvocato dello studio Rödl & Partner (commercialisti, avvocati, revisori legali e consulenti) nel corso di un convegno sul tema a Milano le nuove acquisizione da parte di aziende straniere delle imprese tedesche sono dovute principalmente alla stabilità politica, riconoscibilità e apprezzamento dei prodotti ”Made in Germany”, al livello di formazione dei lavoratori, alla validità  delle infrastrutture, alla burocrazia più leggera e meno restrizioni  ed adempimenti rispetto ad altri Paesi, all’affermazione non solo  delle grandi imprese, ma anche di piccole e medie imprese leader in  mercati di nicchia, alla certezza del diritto, ma soprattutto alle  affinità con l”Italia nei settori di punta, come il manufatturiero”.

Un sondaggio di Rödl & Partner effettuato su investimenti di imprese familiari tedesche, evidenzia come i mercati più attraenti dopo quello tedesco sono Stati Uniti, Polonia e l’Italia, con focus sui settori automotive, ingegneria meccanica, servizi, energy e It elettronica. Ma non basta. “Secondo Finance Magazin i possibili trend del 2016 in Germania sono l’aumento dei prezzi di acquisto, maggiori possibilità di acquisto di underperforming
spin-offs e un aumento delle transazioni minori di 50 milioni di euro”, prosegue Brandes.. “Zalando, Trivago e Auto1 sono le startup con più seguito”.
Nel 2015 il ricorso all’attività per investimenti in capitale di debito,  il ”private Debt”, per finanziare acquisizioni o, più in generale, la crescita di imprese è aumentato rispetto al 2014 sia in Europa, sia in Germania e, sottolinea Branders, “secondo le previsioni, il trend di crescita dovrebbe confermarsi” anche per quest”anno. E’ intervenuta anche Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi, che ha ricordato come la Germania sia  “un”area di particolare interesse” sia sul fronte dell”export sia sul fronte dell”import per gli italiani. “Entrambi i paesi sono posizionati come leader mondiali del manufatturiero. Anche in tema di private equity, l”Italia resta poco indietro rispetto alla  Germania. Nel 2015 sul fronte degli investimenti, infatti, la Germania registra 5,3 miliardi di euro, rispetto ai 4,6 miliardi dell’Italia”.

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