Quanti malware negli smartphone

Anche gli smartphone hanno l’influenza… E non si tratta di un problema stagionale, ma che rischia di sfuggire di mano. Nel 2014, nei laboratori di Panda Security, sono state trovate 75 milioni di nuove infezioni, più del doppio rispetto al 2013.
Un boom che rischia di mietere tante vittime: solo negli ultimi mesi del 2014,  afferma uno studio di Alcatel-Lucent, sarebbero stati compromessi almeno 16 milioni di smartphone e tablet Android; e del resto il 33% degli utenti non è a conoscenza del problema dei software maligni insiti nelle app e non protegge i dispositivi mobili con un antivirus.

SPAURACCHIO – Il 2014, non a caso, è già stato ribattezzato l’anno dei cyber attacchi. Nel 2014 è stata creata una quantità di malware pari al 34% di tutti i codici esistenti, con una media di 200mila nuovi malware al giorno. E i 75 milioni di nuove infezioni che i laboratori di Panda Security hanno rilevato e neutralizzato nel corso del 2014 sono pari a più del doppio dei codici individuati nel 2013, circa 30 milioni.
Lo studio ha anche rilevato quali siano i malware responsabili del maggior numero di attacchi: il temibilissimo Trojan (il 70% di tutti i codici maligni intercettati), seguiti da virus (12.33%), altro malware (10%), worm (6%) e adware/spyware (3%).

EUROPA ISOLA FELICE? – Geograficamente, la Cina è stata la più colpita, con il 49% degli attacchi totali, seguita da Ecuador (42.33%) e Turchia (41.53%). Pericolanti anche la Colombia (33%), l’Uruguay (33%) e Cile (31%).
Al contrario l’Europa è stata l’area meno colpita, con nove nazioni incluse nella top ten delle più sicure, insieme al Giappone. Ai primi posti si classificano la Svezia (con il 20% di attacchi subiti), la Norvegia (20%) e la Finlandia (21%).

POCO CONSAPEVOLI – Forse anche per questo motivo che in Europa, così come in tutti i Paesi sviluppati, non siamo molto attenti.
Fra gli utenti Android, sostiene una ricerca di Kaspersky, solo il 58% installa una soluzione antivirus sul telefono e la percentuale sale al 63% nei tablet. Peggio ancora se si parla di password da impostare a protezione di dati e applicazioni, perché appena il 31% dei possessori di smartphone Android e il 41% dei possessori di tablet si preoccupa di farlo.
A peggiorare la situazione contribuisce il fatto che il 18% degli smartphone Android non protetti contenga informazioni sensibili come codici Pin delle carte di credito, password per i sistemi di online banking e altre informazioni finanziarie. Il 24% dei telefoni contiene invece le credenziali accesso ai social network, a caselle email personali e di lavoro o a reti aziendali Vpn. Il 49% degli utenti sfrutta il proprio smartphone per archiviare messaggi di posta privati, il 18% fa la stessa cosa con le email di lavoro e il 10% ammette di conservarvi anche dati riservati.

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