Magazzino automatico? Sì. No. Forse
E comunque non sempre e non solo

news_logisticamente2013_b (1)Superare la dicotomia fra automatico e non-automatico: questo l’obiettivo che Logisticamente, insieme ad Ailog e Upi, aveva fissato nell’organizzare il convegno ‘C’è movimento in magazzino!’ il 16 ottobre a Salsomaggiore Terme (Pr). A dimostrare che l’argomento fosse sentito è stata la partecipazione, di aziende e di pubblico, che si è concretizzata in 300 presenze in sala, per una giornata densa di spunti teorici e pratici nonché ricca di soluzioni innovative per il material handling.Ad aprire i lavori è stato Stefano Bianchi di AB Coplan, con una relazione che ha messo in evidenza quanto sia essenziale avere un approccio alla progettazione del magazzino libero da preconcetti o da modelli unici di riferimento: solo l’analisi preliminare può fare chiarezza sulle reali esigenze del material handling, e in ogni caso i magazzini non sono quasi mai sistemi monolitici, perché a differenti materiali devono corrispondere differenti sistemi di handling.

Massimo Cogo di Safilo e Alessandro Annibaletti di Beta 80 Group, nel presentare un caso di automazione molto spinta, hanno posto l’accento sul fatto che l’innovazione non può essere riferita solo al prodotto, ma deve riguardare l’intero processo, in un progetto che coinvolge l’intera azienda e nel quale il lavoro di squadra è fondamentale.

Luca Chiappini di Bito Italia ha proposto un intervento molto specifico e tecnico, illustrando i vantaggi del sistema di stoccaggio dinamico a gravità PROflow, in contesti nei quali, avendo una gestione strutturata delle referenze e molti pallet dello stesso prodotto, l’obiettivo sia risparmiare spazio, tempo, energia e addetti.

Mario Menetto, di Ferretto Group, si è mosso nel solco del tema della giornata con la presentazione di un caso di organizzazione del magazzino presso un’azienda di distribuzione bevande, mostrando come solo attraverso un approccio mirato e il superamento della contrapposizione ‘automatico’ ‘non-automatico’ sia stato possibile trovare una soluzione efficiente e a costi ragionevoli.

Altro intervento nel senso dell‘integrazione fra soluzioni automatiche e soluzioni manuali è stato quello di Carlo Pascale di Alfacod, che ha presentato un sistema di guida assistita per i carrelli elevatori grazie alla correlazione fra la parte logica del magazzino, ovvero il WMS, e quella fisica, ovvero i carrelli elevatori.

Franco Ciani, di KFI, con Fabio Pinardi e Anita Marini di Arcese ha illustrato come sia stato possibile, mediante l’implementazione delle soluzioni voice di Vocollect nel sito di Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, incrementare da parte dell’operatore logistico produttività e qualità dei servizi per il committente Ford.

In un convegno sul material handling non poteva mancare un intervento sui WMS: Mario Ascari di Team Vision ha spiegato quali siano gli errori da evitare nella scelta e nella implementazione di un software per gestire il magazzino, mettendo l’accento non tanto sulle prerogative tecniche di un prodotto rispetto a un altro (oggi sul mercato c’è una vastissima offerta), ma sull’opportunità di scegliere un software flessibile, che sia in grado di adattarsi ai rapidi mutamenti del mercato e che riesca a preservare, anche in un progetto di standardizzazione dei processi, quelle ‘eccezioni’ in cui a volte risiede il valore distintivo di un’azienda.

A seguire, Gianfranco Falco di Jungheinrich Italiana ha presentato un altro caso di successo nel settore food: chiavi della nuova piattaforma logistica all’interno dell’Interporto di Bologna sono state sia le soluzioni in grado di far interagire le operazioni manuali con i sistemi informativi sia quelle in grado di integrare le differenti tipologie di software già presenti in azienda.

Il secondo caso della sessione pomeridiana è stato presentato da Maurizio Catino di Interroll Italia: da poco presente in Italia con una filiale diretta, il caso dell’implementazione di una soluzione per lo stoccaggio dinamico presso il CeDi Procter & Gamble di Crailsheim, Germania, da un lato ha ribadito i vantaggi dei sistemi di stoccaggio a gravità, e dall’altro ha messo in luce come sia stato possibile riorganizzare il material handling senza interrompere l’operatività dell’impianto.

L’ultimo intervento della giornata è stato di Francesco Ferrari di Ocme, che ha presentato le prerogative della nuova gamma dei veicoli a guida laser per l’organizzazione di un magazzino ordinato puntuale e soprattutto sicuro. Il convegno è stato chiuso da una tavola rotonda che ha permesso ai partecipanti di sollecitare relatori ed esperti del settore su particolari aspetti del material handling, argomento che si è dimostrato essere da un lato nevralgico per la competitività delle aziende, dall’altro terreno privilegiato di ricerca e innovazione per le imprese del settore.

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