L’Outdoor racconta la sua evoluzione

Outdoor

“In questi 10 anni l’outdoor è il mezzo che più si è trasformato perchè dal concetto iniziale, che era quello di mettere un cartellone pubblicitario, farsi vedere dal consumatore e quindi aspettare che il consumatore lo guardasse, attraverso trasformazioni prima piccole, come renderlo mobile o costruire piccole light box, fino ad arrivare a quello che è un cambiamento radicale proprio del panorama di certi luoghi, come negli aeroporti e nelle stazioni, siamo arrivati al punto in cui siamo noi ad andare verso il consumatore. Una vera trasformazione radicale che non tutti i mezzi sono riusciti a realizzare”.
Così il presidente dell’Upa, Lorenzo Sassoli de’ Bianchi, ha introdotto i lavori del convegno Smart Out of Home (integrazione, innovazione, creatività), organizzato da AudiOutdoor, tenutosi a Milano.
Sassoli ha ricordato come “le città oggi siano agglomerati urbani interconnessi e intelligenti dove il tempo speso dai cittadini è ormai di oltre 77 minuti al giorno secondo tempo impiegato dopo quello davanti alla tv”.
Voluto da AudiOutdoor, di cui è presidente Giovanna Maggioni, direttore generale dell’Upa, il convegno ha messo in evidenza l’andamento in crescita per gli investimenti pubblicitari su outdoor (+2,1%) e transit (+4,7%) nel periodo gennaio-aprile 2015 a fronte di un mercato totale che registra un -2,3% ed è servito per presentare quella che è stata definita “la più grande ricerca” sull’out of home promossa da Clear Channel, IgpDecaux e Ipas insieme a Upa, AssoCom e Aapi.
Con la nuova ricerca, come ha raccontato Michele Casali, responsabile ricerca progettazione prodotto IgpDecaux e coordinatore del comitato tecnico AudiOutdoor, “sarà possibile disporre dell’audience singole e integrate tra poster, arredo urbano, metropolitane, aeroporti, dinamica e stazioni autostradali, sia in ambito settimana sia mensile e annuale. Per tutte le città e province italiane”.

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