Lotteria dello scontrino dal 2018. Superenalotto all’asta

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Una lotteria dello scontrino dal 2018 per combattere l’evasione fiscale: è una delle misure previste nella bozza della Legge di Bilancio 2017 trasmessa da Agipronews.

Per poter partecipare “all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale”, i contribuenti che effettuano acquisti di beni o servizi “presso esercenti che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi” devono comunicare, “al momento dell’acquisto, il proprio codice fiscale all’esercente”, che lo trasmetterà all’Agenzia delle entrate. La partecipazione all’estrazione a sorte “è consentita anche con riferimento a tutti gli acquisti di beni o servizi, effettuati fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, documentati con fattura, a condizione che i dati di quest’ultima siano trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate”. Sarà un decreto del MEF, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, a disciplinare “le modalità tecniche relative alle operazioni di estrazione, l’entità e il numero dei premi messi a disposizione, nonché ogni altra disposizione necessaria per l’attuazione della lotteria”. MSC/Agipro

PER FARE CASSA LO STATO METTE ALL’ASTA IL SUPERENALOTTO

Lo Stato fa “6” e centra un jackpot da almeno 100 milioni: è la base d’asta nella gara per la concessione del SuperEnalotto, secondo la prima bozza della legge di Bilancio per il 2017 che Agipronews ha potuto leggere. La gestione dell’attività, è scritto, “è affidata in concessione aggiudicata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto dei princìpi e delle regole europee e nazionali, a una qualificata impresa con pregresse esperienze nella gestione o raccolta di gioco”, con sede legale in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, munita di idonei requisiti di affidabilità tecnica ed economica, scelta mediante procedura di selezione aperta, competitiva e non discriminatoria. La licenza – secondo la bozza approntata dal Governo, su cui stanno continuando le limature tecniche – avrà durata di nove anni (dal 2018 al 2027) e una base d’asta di 100 milioni di euro: il 50 per cento della somma sarà versato al momento dell’aggiudicazione, il resto “all’atto dell’effettiva assunzione del servizio del gioco da parte dell’aggiudicatario”. Nel 2009, per ottenere la concessione che scadrà nel giugno 2018, Sisal sborsò 101,5 milioni di euro.L’aggio per il concessionario sarà pari al 5 per cento ma “con offerta al ribasso”: attualmente la commissione per chi gestisce il gioco – la Sisal – è pari al 3,73%. L’operatore potrà utilizzare la rete di telecomunicazioni per prestazioni, dirette o indirette, di “servizi diversi dalla raccolta del gioco”, con l’autorizzazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, a patto che questi siano compatibili con la raccolta di gioco. Sarà poi obbligatorio aggiornare rete e terminali, secondo il piano d’investimento presentato in gara nell’offerta tecnica: se ciò non avvenisse, l’operatore sarebbe costretto a versare all’erario le somme non investite. L’Agenzia delle Dogane, infine, per rendere effettiva la partenza del servizio, può “disporre il passaggio diretto del diritto d’uso della rete, tra il concessionario uscente e l’aggiudicatario, fermo restando che il diritto d’uso avrà termine alla scadenza della nuova concessione”.

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