Lorenzo Marini il nuovo Rinascimento Italiano nasce da lui

Si può azzardare un parallelismo tra la situazione di oggi e gli anni Settanta. Anche all’epoca la crisi economica/petrolifera, unita al terrorismo, avevano gettato il Paese in una cappa di piombo. La gente aveva paura a uscire di casa e alcuni sabati vigeva addirittura il coprifuoco. Quasi come era successo nel periodo storico post Medioevo.

Il Rinascimento si sviluppò in Italia tra la fine del medioevo e l’inizio dell’età moderna in un arco di tempo che va dalla metà del XIV secolo, o dall’inizio del XV secolo, fino alla metà o fine del XVI secolo. I suoi limiti cronologici conoscono ampie differenze tra discipline ed aree geografiche.

Come nel Rinascimento la bellezza vincerà sull’oscurantismo dei tempi

Nel Rinascimento età di cambiamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo, nato in ambito letterario nel XIV secolo per il rinato interesse degli studi classici, per opera soprattutto di Francesco Petrarca, e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente.

Con il cambio del decennio, tra gli anni 70 e gli anni ’80  la situazione del consumo e quindi anche della comunicazione pubblicitaria si ribaltò. Sia a livello di stile di vita e di consumi, sia di indicatori economici, l’Italia rifiorì. Grazie all’affermazione delle tv commerciali, la pubblicità rivestì un ruolo da protagonista, trainando la ripresa.

L’appuntamento fa il punto sul mondo imprenditoriale e artistico

Lorenzo Marini, presidente dell’omonimo gruppo internazionale della comunicazione, autore, negli ultimi 40 anni, di campagne di successo di brand di tutti i settori merceologici, è stato ospite de “L’appuntamento” di Milo Goj, direttore di The Map Report.

Marini, uno dei più noti art director mondiali, nonché maestro dell’arte visiva, con mostre presso le più prestigiose Biennali del mondo, compresa quella di Venezia, racconta se la comunicazione potrà giocare ancora un ruolo decisivo. E propone la sua personalissima ricetta: l’Italia deve puntare sulla bellezza, terreno dove non ha rivali.

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