L’indifferenza fa la differenza

Nel 1975 Lester Brown, quando io avevo un anno, pubblicò “Di solo pane” nel quale esprimeva: la problematica mondiale esaminata nella prospettiva dell’ultimo quarto di secolo presenta problemi inquietanti e globali: l’aumento della popolazione, la penuria di cibo, la crisi energetica, la degradazione dell’ambiente, la proliferazione degli armamenti, il possibile esaurimento di materie prime non rinnovabili.

Tra premi nobel, scienziati, economisti, sociologi e saggisti sono più di una dozzina i libri che ho letto sulle tematiche ambientali, oggi, faccio una comparazione, dopo quasi quarant’anni da “Di solo pane”, e leggo l’ultimo libro di Lester Brown, dal titolo “Piano B 4.0“: quasi ogni giorno sentiamo parlare di cambiamenti climatici, di esaurimento del petrolio, di sovra sfruttamento delle risorse… E quasi ogni giorno ci dimentichiamo di queste notizie, convinti che non ci riguardano, e che tanto tutto si aggiusterà. Lester Brown, invece, arriva a darci due notizie, una cattiva e l’altra, per fortuna, buona. Quella cattiva è che noi mangiamo quello che la Terra produce: riscaldamento globale, picco del petrolio e impoverimento dei suoli e delle riserve ittiche vanno a colpire proprio la capacità del nostro pianeta di produrre cibo. La buona notizia è invece che il modo per evitare di finire in una gigantesca trappola alimentare c’è. Si chiama Piano B, e ci dice cosa fare e perchè.

Oltre a modificare il mio stile di vita, non so cos’altro fare se non che parlare di quello che potrebbe essere il futuro secondo le previsioni scientifiche odierne. Ho già provato a discuterne nei precedenti Consiglio di Istituto ma le mie domande inerenti alla riduzione di CO2 attraverso i programmi europei e ministeriali, con il progetto per le scuole CEV e il “Patto dei Sindaci” promosso dalla Comunità Europea, non sono state prese nella giusta considerazione.

Sono fortemente turbato per l’indifferenza della società in cui vivo (che è causa, per lo stile di vita che conduciamo tra l’altro, dei problemi sopra citati) della poca comprensione delle dimensioni dei problemi globali.

Nell’ambiente metalmeccanico dove lavoro, tra i conoscenti, amici e parenti, sono spesso oggetto di derisione o di scherno perchè non si ritiene possibile l’esistenza dei problemi descritti.

Ho delle responsabilità nei confronti dei miei figli, non saprei cosa rispondere loro, un giorno se dovessero domandarmi “papà! ma tu eri al corrente di tutti questi problemi di cui oggi noi paghiamo le conseguenze, e non hai fatto nulla?!!”, non posso sottrarmi alle mie responsabilità come padre. Sapere aude ma mi ha fregato, il sapere.

L’indifferenza fa la differenza.

Non credo nel modo più assoluto che sia al di fuori della mia/nostra portata o che non se ne debba parlare a scuola.

Gli alunni devono sapere, perchè anche con le loro piccole competenze riuscirebbero a capire se spiegato con semplicità, peer education, diversamente perchè il MIUR promuove, coinvolge e premia i migliori progetti che vengono elaborati tanto dalle elementari quanto dalle università, volti a trovare soluzioni, per esempio, sul risparmio energetico? Il Movimento 5 Stelle è l’unico oggi in parlamento che parla di programmare un piano energetico per il futuro volto al risparmio energetico, (difatti abbraccia l’ideale della decrescita, chi lo sa? che anche loro abbiano letto Lester Brown?) tra le altre cose, la “grande coalizione” non ha tempo e voglia di dialogare…

Faccio un esempio figurato, sono dislessico e mi riesce meglio con le immagini che con le parole: in una piscina piena d’acqua, circolare, del tipo per bambini ad anelli gonfiabili, se dovessi forare con uno spillo gli anelli che sono la struttura portante della piscina, che cosa succederà all’acqua contenuta quando la piscina si sarà sgonfiata? Sono convinto che anche un bambino delle elementari riuscirebbe a escogitare un modo per tamponare la fuoriuscita di aria dagli anelli di gomma, capirebbe subito che non potrebbe fare più il bagno e divertirsi. Sono convinto che proverebbe anche a metterci un dito sul forellino sbuffante, ed è quello che sto cercando di fare io. Noi tutti abbiamo il dovere di metterci una pezza. Invito tutti alla lettura del libro Piano B 4.0 di Lester Brown disponibile in condivisione gratuita in rete, il capitolo primo è già molto esaustivo:

http://www.indipendenzaenergetica.it/index.php?option=com_content&view=category&id=51&Itemid=64

Mi piacerebbe fosse sulle cattedre di tutte le scuole, ma io non posso intromettermi nella didattica scolastica, non mi compete ma mi interessa, e spero che ciò avvenga.

Siamo tutti dentro una piccola piscina ad anelli gonfiabili, ognuno di noi ha uno spillo in una mano ed una pezza nell’altra mano, voi quale utilizzereste?

Il caso non esiste, esistono causa ed effetto.

Squinzi, il presidente di Confindustria, mi è parso un pochino preoccupato all’assemblea dei costruttori edili (Ance), chissà se migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni rilancerebbe l’economia?

Sul sito del Movimento per la Decrescita Felice, MDF si trova scritto: “Secondo il Ministero dello sviluppo economico la costruzione del TAV costerà 8 miliardi e 200 milioni di euro (dati sottostimati almeno della metà) e darà lavoro a 6.000 occupati: 2.000 diretti e 4.000 indiretti, pari a 0,73 occupati per milione investito. Secondo il quotidiano della Confindustria, 1 milione di euro investito nelle fonti rinnovabili crea da 3 a 4 posti di lavoro, mentre in progetti di efficienza energetica ne genera 13″. Il Sole 24 Ore, 13 febbraio 2012.

Chissà, se la neo senatrice che oggi siede al Senato nelle file del PD, ieri nel Consiglio di Istituto, condividerà mai questo post?

Oggi chi viene a trovarmi a casa mi domanda stupito “ma che bel fresco che c’è qui, hai acceso l’aria condizionata?” Rispondo orgoglioso: “No, è che ho coibentato bene la casa puntando sul risparmio energetico!”, poi sicuro, aggiungo “vieni a trovarmi anche quest’inverno, che ti faccio sentire come si sta al caldo con soli 20 kg di legna con la mia stufa…”.

One thought on “L’indifferenza fa la differenza

  1. admin Autore

    Egregio Carlo i gesti quotidiano contano quanto le scelte universali. Anche se qualcuno dice che contiamo poco o nulla nelle decisioni globali, la differenza potrebbe farla proprio la maggiore partecipazione.

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