Più tutele con il DDL sul lavoro autonomo per liberi professionisti e partite Iva

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Il Ddl sul lavoro autonomo porta buone notizie per chi ha partite IVA e per i giovani professionisti.

Arriva la polizza assicurativa contro il ritardo nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti.
Con l’approvazione imminente del Ddl sul lavoro autonomo sarà così possibile stipulare una polizza assicurativa contro il rischio del mancato pagamento della fattura da parte del cliente, avendo la possibilità in tal modo il giovane avvocato, il commercialista, l’architetto o l’ingegnere di tutelarsi dall’eventualità che, a seguito del lavoro, si manifesti la totale inadempienza del committente.

Si tratta di un provvedimento che il Governo, dopo l’approvazione del Jobs Act e la riforma delle collaborazioni coordinate e continuative, concepisce per regolamentare, in maniera unitaria, anche il settore delle Partite Iva. Il Ddl sul lavoro autonomo costituisce il primo testo, per l’Italia, specificatamente dedicato ai rapporti di lavoro che divergono dal lavoro subordinato e dalle collaborazioni esterne.

1) POLIZZA ED INCENTIVO FISCALE IN CASO DI MANCATO PAGAMENTO DEL CLIENTE
Ad oggi il lavoratore autonomo, in caso di continuativo e prolungato ritardo nell’adempimento del corrispettivo da parte del committente/cliente, si limita ad aspettare di ricevere il proprio corrispettivo potendosi rivolgere, al più, ai servizi di recupero crediti degli ordini professionali. Il Ddl sul lavoro autonomo, invece, stabilisce che l’autonomo o il giovane professionista abbia la possibilità di rivolgersi alla compagnia assicurativa ed essere da questa soddisfatto, a seguito dell’avvenuta sottoscrizione di una specifica polizza il cui contenuto sarà regolamentato dalla legge. Il premio annuale che verrà versato all’assicurazione per poter fruire di tale servizio sarà detraibile dalle tasse.

2) BANDI PUBBLICI APERTI AD AUTONOMI E LIBERI PROFESSIONISTI
Il Ddl conferma l’intento della legge di Stabilità per il 2016 di aprire le porte dei bandi pubblici, sino ad oggi riservati esclusivamente alle aziende, anche ad autonomi e professionisti imponendo alle amministrazioni pubbliche di non circoscrivere la partecipazione ai progetti agli autonomi, ad esempio, richiedendo l’obbligatoria iscrizione alle Camere di Commercio o l’avvenuta affiliazione ad una società.

3) INDENNITA’ DI MATERNITA’
Nel caso di nascita di un bambino il professionista e le partite Iva potranno percepire l’indennità di maternità pur continuando a lavorare (non è prevista, quindi, l’astensione obbligatoria dal lavoro). Inoltre, nei primi tre anni di vita del bambino sarà possibile ottenere un congedo parentale di sei mesi. L’indennità sarà pagata dall’Inps a seguito di apposita domanda in carta libera corredata da un certificato medico rilasciato dalla Asl.

4) IN CASO DI MALATTIA
Qualora sussista una grave malattia tale da eccedere i 30 giorni, il professionista avrà la possibilità di non pagare i contributi previdenziali fino a un periodo massimo di 2 anni. L’arretrato potrà poi essere recuperato, ai fini contributivi, mediante versamenti rateali per un arco temporale che sarà pari al triplo di quello della sospensione dell’attività professionale dovuta alla malattia.

5) SPESE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
Le spese che saranno sostenute per attività di formazione professionale potranno essere completamente deducibili dalle tasse, mentre ad oggi lo sono fino massimo al 50% dell’importo. Verranno ricompresi nell’agevolazione fiscale anche i corsi di aggiornamento (sia quelli obbligatori che quelli facoltativi), mater e convegni, fatta eccezione solo per le spese di viaggio.

6) COME EVITARE I CONTRATTI CAPESTRO TRA COMMITTENTE E PROFESSIONISTA
Al fine di evitare i contratti capestro tra professionista e committente, si vieta, a pena di nullità, qualsiasi modifica unilaterale alle condizioni contrattuali. Vengono, inoltre, ritenute illecite le clausole che fanno recedere dal contratto senza preavviso, o anche quelle che fissano termini di pagamento eccessivamente prolungati, vale a dire superiori ai 60 giorni.

7) LAVORO AGILE
Sarà uno specifico pacchetto di norme a regolamentare una nuova modalità di esecuzione dell’attività di lavoro subordinato: il lavoro agile. Si tratta di una modalità lavorativa che non va confusa con il telelavoro in quanto sarà svolta soltanto in parte all’interno degli spazi dell’azienda, sfruttando anche strumenti tecnologici, ma comunque rispettando i vincoli di orario richiesti.

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