Levorato si dimette da Manutencoop

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Levorato ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente del consiglio di gestione e consigliere delegato di Manutencoop Facility Management (Mfm), capofila del principale gruppo italiano attivo nell’Integrated facility management.

Claudio Levorato ha rimesso tutte le cariche operative attualmente ricoperte, con l’obiettivo di consentire al Gruppo “una effettiva discontinuità nella gestione ed evitare cheil procedimento giudiziario che lo vede coinvolto a Brindisi, pur in assenza di alcun pronunciamento, possa influenzare il percorso di crescita di Mfm”. Hanno contestualmente rassegnato le proprie dimissioni: Mauro Masi, vice presidente del consiglio di gestione, e i consiglieri Giuliano Di Bernardo e Luca Stanzani, tutti espressione dell’azionista di maggioranza, Manutencoop Società Cooperativa.

LAVORATO LASCIA LE DELEGHE

“Pur in assenza di qualsiasi grado di giudizio”, ha commentato Claudio Levorato, “lascio le deleghe operative per evitare che sulla società e sui lavoratori possa riverberarsi un danno ingiusto. Mi ritiro da ogni responsabilità a favore di un gruppo di manager rinnovato e giovane, che già da tempo è cresciuto nelle responsabilità aziendali e sta contribuendo al percorso di crescita, internazionalizzazione e innovazione della nostra società. Ho fiducia nella Giustizia e sono convinto che presto si chiariranno tutte le problematiche giudiziarie che mi spingono a questa scelta”. Con la guida di Claudio Levorato, il Gruppo è passato da un fatturato che nel 1984 era pari a circa 32 miliardi di lire (circa 16 milioni di euro), a ricavi consolidati nel 2014 pari a circa 1 miliardo di euro.

Il consiglio di sorveglianza di Manutencoop Facility Management, riunitosi sotto la presidenza di Fabio Carpanelli, preso atto delle dimissioni di Claudio Levorato, Mauro Masi, Giuliano Di Bernardo e Luca Stanzani da componenti del Consiglio di Gestione, ha avviato, sulla base di quanto previsto statutariamente, le consultazioni tra i soci, con l’obiettivo di arrivare, nel tempo minimo necessario per l’esaurimento delle procedure, alla nomina dei nuovi Consiglieri.

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