Lenovo: la strada a ostacoli verso la Digital Transformation

Le aziende non hanno la tecnologia hardware adeguata e le competenze tecniche sufficienti per la Digital Transformation. È ciò che emerge da una recente ricerca di Lenovo condotta tra i responsabili delle funzioni IT (IT Director, CIO, CTO, IT Manager etc) di 1.400 grandi aziende in area EMEA.

Il Next Generation Enterprise Business Report patrocinato da Lenovo Data Center Group (DCG) valuta lo stato del progresso dell’IT nelle aziende che affrontano il percorso verso la trasformazione digitale e rileva il livello di competenze dell’IT necessario a sfruttare le tecnologie digitali per guidare l’innovazione.

L’hardware rallenta la trasformazione

In termini di capacità tecnologiche, il campione ritiene che l’hardware informatico attualmente presente in azienda non abbia la flessibilità necessaria a sostenere la rapida evoluzione delle aziende. Più di un quinto (22%) degli intervistati afferma infatti che il proprio hardware tecnologico è inadeguato a supportare applicazioni di nuova generazione e in particolare quelle associate all’Internet of Things (IoT).

Inoltre, le funzioni IT esprimono scarsa fiducia nelle capacità dell’hardware esistente di gestire efficacemente l’espansione delle macchine virtuali (VM). Il 22% si è detto preoccupato di non riuscire a controllare nel modo desiderato la proliferazione di macchine virtuali all’interno della rete aziendale.

Mancano le competenze tecniche sufficienti

In termini di risorse umane, un quinto degli intervistati afferma che, per numero e competenze, il personale può essere un ostacolo significativo per attuare la Digital Trasformation. Il 25% degli intervistati teme infatti che i dipendenti non abbiano competenze tecniche sufficienti per supportare il deployment e la gestione delle applicazioni, in particolare le applicazioni IoT e ritiene importante investire di più in formazione, oltre che in hardware e sistemi.

Il budget… che non c’è

Emerge dalla ricerca anche che la maggiore preoccupazione degli IT manager riguarda la mancanza di risorse economiche. Circa un quarto degli intervistati afferma che il budget a disposizione è scarso e che rappresenta l’ostacolo più grande da affrontare.

L’87% delle divisioni IT afferma una forte responsabilità nel contribuire all’innovazione e alla promozione del valore di business all’interno dell’azienda. Tuttavia, sembra esista un forte divario tra le aspettative del management e le risorse effettivamente allocate per raggiungere gli obiettivi strategici.

In Italia: grande fiducia, ma risorse finanziarie non adeguate

Il 91% degli intervistati ritiene che gli IT manager siano da tenere in grande considerazione perché hanno la responsabilità di dare impulso all’innovazione e aggiungere valore al business (un atteggiamento decisamente più positivo rispetto ai colleghi internazionali, con l’87% dell’area EMEA).
Tuttavia, il 21% degli intervistati conferma le preoccupazioni dei colleghi EMEA circa le capacità del proprio hardware di sostenere lo sviluppo di applicazioni di nuova generazione, in particolare IoT, e il 26% degli IT manager ritiene che il personale non abbia le competenze tecniche sufficienti a sostenere lo sviluppo di applicazioni IoT (+1% rispetto all’area EMEA).
Anche in Italia, il 20% degli IT manager afferma che l’ostacolo più grande alla trasformazione digitale siano le competenze tecniche del personale – mentre il 25% degli intervistati afferma che il principale ostacolo sono le scarse risorse economiche.

La metodologia

Next Generation Enterprise Business Report ha intervistato i dipartimenti IT (IT Director, CIO, CTO; IT manager; System, Network Manager; System, Network Administrator; System, Network Architect; Database Manager, Developer; Database Administrator; IT Storage Manager, Officer; Web Manager; Administrator; Software engineer; IT analist; IT consultant; Compliance Manager, Officer; altri ruoli IT) di 1.400 aziende con 1.000 dipendenti e oltre. Tutte le principali funzioni IT sono rappresentate dagli intervistati, in particolare: CIO, IT Manager, Software Engineer, System Architect e IT analyst. L’indagine è stata condotta nel 2016 nel Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Russia e Turchia.

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