Legge Stabilità 2016: misure per professionisti, autonomi e piccole imprese

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Da quest’anno cambiano i requisiti per l’accesso al regime forfetario per le Partite Iva

Dopo il via libera della Camera, il Senato si prepara ad approvare definitivamente la legge di Stabilità 2016. Tra le novità della manovra, nuovi requisiti per l’accesso al regime forfettario di vantaggio per professionisti, piccole imprese e startup, stop all’aumento dell’aliquota contributiva Inps per gli iscritti alla Gestione separata e un Fondo a sostegno del lavoro autonomo.

REGIME FISCALE PER PROFESSIONISTI E IMPRESE DI PICCOLE DIMENSIONI 

La legge di Stabilità 2016 punta a rendere vantaggiosa l’adesione al regime fiscale forfetario previsto dalla manovra 2015 (legge n. 190-2014) e fortemente criticato dal mondo dei professionisti. Il regime fiscale introdotto dalla legge di Stabilità 2015 prevedeva infatti:

  • un’aliquota forfetaria del 15%,
  • nuovi limiti di reddito, che variano, in base alle attività, dai 15mila euro ai 40mila euro all’anno,
  • un nuovo metodo di calcolo dell’imponibile, basato su coefficienti.
    Secondo le parole del premier Matteo Renzi, si è trattato di un clamoroso auotogoal cui si è posto temporaneamente rimedio con la legge n. 11-2015, conversione del decreto-legge Milleproroghe (dl n. 192-2014): la legge ha infatti esteso l’operatività del vecchio regime dei minimi al 2015, con imposta sostitutiva al 5%, e ne ha stabilito la coesistenza con il nuovo regime forfetario per le piccole partite Iva, con aliquota al 15%.

Con la legge di Stabilità 2016, si punta a trovare una soluzione più stabile. A decorrere dal 2016, infatti, la soglia dei ricavi per l’accesso al regime forfetario viene infatti aumentata di 15mila euro per i professionisti e di 10mila euro per le altre categorie di imprese. Inoltre, l’accesso viene aperto anche a lavoratori subordinati e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30mila euro.

Un regime di particolare favore è poi destinato alle startup, che potranno beneficiare dell’aliquota del 5% (anziché del 10%) per 5 anni, in sostituzione degli attuali 3. La misura non è limitata a coloro che intraprendono nuove attività avvalendosi del regime forfetario nel corso del 2016, ma è accessibile anche a quanti nel 2015 avevano già usufruito della fiscalità di vantaggio.

RIDUZIONE E RAZIONALIZZAZIONE FISCALE PER IMPRESE E LAVORATORI AUTONOMI

In attesa di una revisione della disciplina sulle società non operative, la legge di Stabilità 2016 interviene per permettere a queste società di estromettere dal regime di impresa, a condizioni fiscali più vantaggiose di quelle attuali, gli immobili per i quali non si hanno possibilità di impiego profittevoli. L’obiettivo è agevolare la fuoriuscita dalle società di immobili che potrebbero essere rimessi sul mercato e garantire allo Stato incassi rapidi, anche se di importo inferiore a quelli derivanti dalla tassazione attuale.

Sotto il profilo delle imposte sui redditi (Ires e Irap) la soluzione consiste in un’imposta sostitutiva con aliquota all’8%, oppure del 10,5% per le società considerate non operative ai sensi della legge 724-1997 o del decreto legge 131-1986. Agevolata anche l’imposta di registro, con un’aliquota dimezzata, mentre restano invariate le imposte ipotecarie e catastali

MISURE PER I LAVORATORI AUTONOMI

La legge di Stabilità conferma l’aliquota al 27% per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria, nè siano pensionati. Considerando anche l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%, l’importo dovuto nel 2016 risulta pari al 27,72%. L’aumento al 29% previsto per il 2017 risulta confermato.

Previsti anche l’istituzione di un Fondo a sostegno del lavoro autonomo non imprenditoriale, a valere su risorse del Ministero del Lavoro pari a 10 milioni di euro per il 2016 e a 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2017, e un disegno di legge collegato alla manovra contenente ulteriori norme per favorire il lavoro autonomo sotto il profilo contrattuale, assistenziale e fiscale.

Per professionisti e autonomi, che devono guadagnare la metà di quanto previsto dal vecchio regime dei minimi per accedere a una tassazione triplicata, un sistema penalizzante, ma anche una nuova beffa dopo l’aumento della contribuzione obbligatoria Inps da parte dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata, che ha raggiunto quest’anno una soglia prossima al 31% e raggiungerà il 33,72% entro il 2018.

“I 15 mila euro di fatturato lordo fissati come tetto massimo per poter accedere al nuovo regime dei minimi, la cui tassazione va comunque a triplicare, prevedono un reddito netto vicino alla soglia di povertà e non sono nemmeno sufficienti per potersi vedere riconosciuto un anno intero di anzianità contributiva”, spiega l’Associazione dei consulenti del terziario avanzato (ACTA). Quanto all’aumento dell’aliquota contributiva, la misura è da tempo nel mirino dell’Associazione che giovedì ha lanciato un tweet bombing con hashtag #refurtIVA per chiedere al Governo di bloccarlo.

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