La formazione aziendale diventa social

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In questi anni abbiamo utilizzato lo smartphone per qualunque cosa: orientarci, accendere gli elettrodomestici, leggere o chattare sui social. Da gennaio, però, sul telefonino ci si può anche formare. Il merito è di Lebu, uno spin off della svedese Cesim, che ha lanciato una piattaforma di social learning: un luogo virtuale in cui trovare video per approfondire i temi cari ai manager, come comunicazione, negoziazione, gestione del team.

“Al momento abbiamo 25 corsi, ma ne lanciamo due o tre ogni mese”, afferma il ceo Giancarlo Novara. “L’obiettivo è quello di diventare la Youtube dell’apprendimento: un canale con contenuti di qualità pensati per una fruizione da social media”.

Dove nasce l’idea?

“Da un incontro tra il nostro fondatore Marco Rosetti e Marco de Rossi, creatore di Oilproject, la piattaforma per le lezioni scolastiche online. Lì ci venne l’idea di replicare la sua creatura nell’ambito business”.

I corsi di formazione durano giorni. Non sono proprio indicati per i social…

“Ci siamo dati dei parametri sulla lunghezza dei contenuti: ogni corso non deve mai superare i 20 minuti. E le singole lezioni hanno una durata di un paio di minuti”.

Formazione in pillole, quindi?

“No, formazione di qualità. Pensata per un mezzo diverso rispetto all’aula: per compattare i contenuti di un corso in 20 minuti impieghiamo dalle 4 alle 5 giornate di lavoro”.

Chi può accedere alle lezioni?

“Chiunque. Questo è il bello della formazione aziendale online: non è più rivolta solo ai dipendenti, ma anche a partner, soci, fornitori e rivenditori”.

E i contenuti dove li andate a prendere?

“Partiamo dalle competenze di Cesim, riadattando i loro materiali per questo tipo di fruizione, e stiamo stringendo accordi con altre società di contenuti”.

Perché puntare sulla formazione via smartphone? Quali vantaggi dà?

“L’azienda potrà garantire una formazione aggiornata al proprio dipendente a costi ridotti: se mediamente un corso di formazione costa 300 euro, perché c’è da pagare la giornata lavorativa, la trasferta e l’esperto che terrà la lezione, con Lebu, a 150 euro a semestre, si può accedere a una piattaforma con approfondimenti aggiornati su vari argomenti”.

E il lavoratore?

“Potrà scegliere quando fruire dei contenuti, senza vincoli di orario o spostamenti in auto da fare. E, rispetto all’aula, abbiamo pensato a una modalità più divertente”.

giancarlo Novara LebuQuale?

“La formazione deve diventare un gioco, un intrattenimento. Abbiamo creato un game a punteggi con cui premiare, tra i nostri 1000 utenti, non solo quelli che rispondono a un maggior numero di domande, ma che più sollecitano la loro rete. Lebu, come ogni social, fa della interazione tra i propri iscritti un punto di forza”.

Come interagiscono gli iscritti?

“Ponendosi domande, chiedendo chiarimenti, dandosi risposte. Come accade spesso in rete”.

In rete, talvolta, si leggono delle informazioni fuorvianti…

“I nostri utenti non sono lasciati allo sbaraglio. Abbiamo professionisti che monitorano le conversazioni”.

Qual è la vostra presenza sui social?

“Per il momento riteniamo strategico solo LinkedIn. Facebook, Twitter e le altre piattaforme le usiamo con i nostri profili personali”.

Il futuro della formazione è quindi online?

“Online e social. Ce lo ha confermato l’interesse che alcuni competitor hanno dimostrato nei nostri confronti”.

E qual è la tendenza della formazione? Quali corsi andranno in futuro?

“Non vedo cambiamenti in vista. Diciamo che i temi non cambiano, mutano i modelli: comunicazione, negoziazione e gestione del personale resteranno per i manager i contenuti chiave”.

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