Come le startup innovative fanno tremare le banche

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Anche nel settore bancario l’avvento di nuovi protagonisti stà profondamente cambiando il settore grazie all’offerta di soluzioni che incontrano il favore delle nuove generazioni di clientela. E’ questo il caso di startup innovative come TransferWise, Nutmeg and Funding Circle che stanno letteralmente frammentando il mercato dei servizi finanziari.

BANCHE TRADIZIONALI SEMPRE PIU’ IN AFFANNO

Quello che stiamo vivendo in questi ultimi mesi ( per non dire anni, ormai) non è certo un buon momento per banche e istituti finanziari tradizionali. Il periodo di crisi che stanno attraversando, complice la proliferazione di piccole e media imprese operanti nel settore del fintech, nella maggioranza dei casi non avrà tempi brevi. Credit Suisse per esempio, ha chiuso il bilancio del 2015 in negativo, facendo registrare una perdita di 2,9 miliardi di franchi[1], nonostante avesse intrapreso un programma di ristrutturazione. Deutsche Bank lo scorso anno ha registrato una perdita netta di 6,8 miliardi di euro e si ritrova con il bilancio gravato da enormi costi di ristrutturazione, accantonamento rischi e basso reddito nonché da problemi legali [2].

E’ IL RETAIL IL SETTORE DOVE L’ARRETRATEZZA NON FA SCONTI

Il settore in cui le banche scontano maggiormente l’arretratezza e la poco competitività di fronte alle soluzioni innovative proposte dalle startup del fintech, è quello del retail. Uno studio di PwC[3] sottolinea che il 55% dei dirigenti di banca considera una minaccia per il loro business i nuovi player attivi nel settore finanziario. La relazione invita le banche tradizionali a sviluppare al più presto un modello di business che pone al centro il consumatore, pena la perdita di competitività nel mercato. La carta vincente dei nuovi attori è proprio un approccio più snello che si focalizza dritto dritto sulle esigenze dei consumatori, facendo scaturire innovazione nei servizi finanziari coniugando l’innovazione tecnologica con quella finanziaria.

FILIALE ADDIO. ORA LE APP POSSONO FARCELA DA SOLE

“Le startup di fintech hanno avuto l’intuizione di proporre modelli di business innovativi nel settore dei servizi finanziari ai consumatori. A differenza dei loro concorrenti tradizionali, le startup si sono concentrate sulla creazione di soluzioni monouso, progettate per offrire una migliore esperienza all’interno di un solo prodotto o servizio”, dice Dan Wagner, (nella foto) fondatore e ceo Powa Technologies. “Negli ultimi anni si è assistito all’ascesa del mobile banking, soprattutto negli Stati Uniti, dove i numeri di accesso ai servizi bancari tramite app ha superato quello dei clienti che si recano alla filiale. Le ultime ricerche stimano che l’81% degli americani eseguirà operazioni bancarie tramite smartphone entro il 2020 e che la popolarità del servizio si estenderà fuori le mura degli Stati Uniti[4]. “Gli utenti stanno inviando un messaggio forte e chiaro alle banche: la convenienza del servizio non è mai stata una priorità così grande e poter disporre di servizi bancari dovunque e in qualsiasi momento è diventato un requisito imprescindibile. Le banche tradizionali rischiano di soccombere se non riusciranno a soddisfare le mutate esigenze dei consumatori in questo settore”.

[1] http://www.cdt.ch/economia/banche/148167/credit-suisse-perdita-netta-di-2-9-miliardi

[2] http://www.ibtimes.com/deutsche-bank-ag-dbk-weighed-down-restructuring-litigation-costs-reports-record-loss-2283619

[3] http://www.pwc.com/gx/en/banking-capital-markets/banking-2020/assets/pwc-retail-banking-2020-evolution-or-revolution.pdf

[4] http://news.medill.northwestern.edu/chicago/despite-rise-in-mobile-banking-branches-still-relevant/

PowaTag in azione – https://www.youtube.com/watch?v=or0L7UnaP6g

 

 

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