L’ad Marissa Mayer sapeva dell’attacco a Yahoo!

16 Jul 2012, California, USA --- FILE PHOTO - Yahoo, Inc. named Google executive Marissa Mayer to be its next CEO, its fifth in five years. PICTURED: July 7, 2008 - Mountainview, California, U.S. - MARISSA MAYER, Google's VP of Search and User Experiences on the Google campus. Mayer was the first woman hired by Google, in 1999, and one of their first 20 employees. (Credit Image: © Martin Klimek/ZUMA Press) --- Image by © Martin Klimek/ZUMA Press/Corbis

Marissa Mayer sapeva dell’attacco da parte di hacker a Yahoo! e ha taciuto. Perchè? Non ha detto nulla agli investitori, alle autorità e a Verizon. L’amministratore delegato di Yahoo! era stata messa al corrente
già lo scorso luglio dell’indagine interna sul maxi cyberattacco del 2014 con il furto delle informazioni personali di 500 milioni di persone. Ma non lo ha comunicato nulla tradendo la fiducia dei suoi partner e azionisti oltre che di milioni di clienti.

La rivelazione grave ma onesta da arte del Financial Times, arriva mentre viene depositata la prima class action, getta un’ombra sull’operato di Mayer, impegnata proprio in luglio nelle trattative che poi hanno portato all’acquisto del motore di ricerca da parte di Verizon per 4,8 miliardi di dollari. ”Era assolutamente a conoscenza e ha partecipato all’indagine fin dall’inizio” afferma una fonte del Financial Times, mettendo in evidenza
che se Mayer avesse parlato la Sec sarebbe intervenuta. E proprio la consob americana ora chiederà spiegazione. Per Mayer e per Yahoo! si tratta di un duro colpo, che mette a rischio l’acquisizione da parte di Verizon, venuta a conoscenza del cyberattacco solo martedì scorso. Mayer, arrivata a Yahoo! come la possibile salvatrice, rischia cosi’ di venire travolta da uno scandalo sulla gestione dell’attacco.

CLASS ACTION PER TUTELARE IL PROPRIO INVESTIMENTO

Arriva intanto la prima causa, che diventa subito una class action per quello che è il maggiore cyberattacco della storia. L’accusa mossa a Yahoo! e’ di negligenza per non aver preso le misure appropriate per tutelare i propri utenti. ”Ha fallito nel tutelare informazioni sensibili e questo è inaccettabile. Il fatto che un attacco di questa grandezza non sia stato individuato da un gigante tecnologico come Yahoo! per due anni è sconvolgente” si legge nella documentazioni depositata in tribunale.

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