La nuova generazione di migranti

Due giovani su tre, qualora arrivasse un’offerta lavorativa, lascerebbe l’Italia senza pensarci due volte. La tanto temuta fuga dei cervelli, in fondo, sta tutta qua, nei dati raccolti da Young Business Talents per conto di Nivea. Il game, che permette ai giovani di 10.000 scuole italiane di fare un’esperienza di business gestendo virtualmente un’azienda, ha effettuato una ricerca su un campione di 2300 studenti tra i 15 e i 21 anni, residenti in tutto il territorio nazionale.

RISULTATI – Ne è emerso che ben il 93% degli intervistati ha dichiarato che lascerebbe la propria città d’origine per spostarsi altrove, in Italia o ben più volentieri all’estero pur di realizzare le proprie ambizioni lavorative. I paesi preferiti in cui trasferirsi sono gli Stati Uniti (26%), seguiti dalla Gran Bretagna (22%). Classifica inversa per quanto riguarda le città: in questo caso è Londra la più ambita (17%), seguita dalla Grande Mela (12%), Parigi e Berlino (entrambe al 4%). In chiave italiana, l’unica città che si salva è Milano. Il 30% dei ragazzi italiani che vorrebbe rimanere a lavorare nel proprio paese ha indicato proprio nel capoluogo lombardo la destinazione ideale, forse anche grazie al fermento creato dell’Expo. Meno bene Roma, che è comunque ambita dal 7% dei ragazzi.

“Questo sondaggio è lo specchio dell’Italia dei nostri giorni”, afferma Umberto Luciani, country manager di Praxis Italia. “La speranza è che con l’avvento del 2015 la percentuale di ragazzi che hanno fiducia nel loro paese natale cresca, aiutata dai segnali positivi della nostra economia che ci auguriamo tutti non tarderanno ad arrivare”.

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