Jobs Act, il quadro è completo

Il ministro del lavoro e politiche sociali Giuliano Poletti in una foto di archivio ANSA/ANGELO CARCONI

Il Consiglio dei ministri ha approvato gli ultimi 4 decreti attuativi del Jobs Act. Esprimo soddisfazione per la conclusione della riforma del lavoro – ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – Oggi sono stati approvati gli ultimi 4 decreti del Jobs Act. Abbiamo rimesso al centro il contratto a tempo indeterminato. Centinaia di migliaia di precari hanno un contratto stabile. Abbiamo esteso gli ammortizzatori sociali a 1,4 mln di lavoratori prima senza copertura, cioè i lavoratori in azienda da 5 a 15 dipendenti”.
“La norma estende i controlli sui nuovi strumenti di lavoro (tablet, telefonini), l’utilizzo delle informazioni può essere fatto solo in rispetto della privacy, ma l’autorizzazione sindacale o del ministero non è necessaria per cellulare e tablet, ma solo per telecamere” ha sottolineato Poletti.

Addio alle dimissioni in bianco

La certificazione della richiesta di dimissioni dovrà essere fatta “su un modulo che va scaricato dal sito del Ministero del Lavoro, se non c’è un modulo datato e certificato la dimissione non è valida – ha spiegato ancora Poletti – Per i controlli a distanza siamo intervenuti sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori rispetto alla privacy, colmando un vuoto normativo. Oggi abbiamo una normativa complessiva con al centro due obiettivi: una norma chiara e definita e il rispetto della privacy”.
La Naspi, il nuovo assegno contro la disoccupazione involontaria durerà 24 mesi. Poletti ha sottolineato che la cig viene riportata alla sua visione originale. L’ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro durerà 24 mesi in un quinquennio mobile, periodo che sale fino a 36 se si usa la solidarietà. Sulle aliquote di applica il meccanismo bonus malus, paga di più chi più usa la cassa.
Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo del Jobs Act sulle attività ispettive, con l’istituzione dell’Ispettorato unico. Poletti ha spiegato che “lo spirito è quello di migliorare la performance delle ispezioni. Anziché avere tre soggetti, ci sarà un istituto solo, così semplifichiamo anche per le imprese”.
Non è detto che gli interventi di riforma della legge Fornero in direzione di una maggiore flessibilità vadano in legge di stabilità. ”Non siamo in grado di dare una risposta – ha detto Poletti rispondendo a una domanda sulla tempistica – Come per qualsiasi cosa a esclusione di quelle annunciate dal Presidente del Consiglio”.

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