Jobs Act: ADP fa il punto

Jobs Act: a che punto è la situazione? Una domanda cui ha cercato di rispondere l’incontro organizzato a Milano da ADP e dedicato appunto a “Le risorse umane e il mondo del lavoro dopo il Jobs Act”.
Come ha ricordato Nicola Uva, Strategy e Marketing Director ADP, il Jobs Act è legge dallo scorso 7 marzo, quindi è ancora difficile calcolarne i reali effetti. Può tuttavia essere interessante sottolineare, in quest’ottica, che negli Stati Uniti nei prossimi dieci anni le aziende avranno a che fare con una maggioranza di lavoratori “indipendenti”, consulenti o altro che di lavoratori dipendenti. Negli Usa perciò si sta andando verso una voluta flessibilità lavorativa.
La vera strategia sarebbe perciò di strutturare le condizioni aziendali per accogliere i talenti, intendendo per tali le persone giuste al momento giusto. Questo favorirebbe la predisposizione al cambiamento più che la resistenza allo stesso: la miglior difesa, è l’attacco, insomma.
jobs act 2Roberto Respinti, Managing Partner Studio Associato Pagani, ha invece acceso i riflettori su un punto saliente: quanto del complesso delle novità targate Jobs Act è già in vigore e quanto è previsto, ma non ancora in vigore?
Sul primo punto, le novità in vigore riguardano il contratto a tutele crescenti, l’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, il licenziamento del lavoratore dipendente, la disoccupazione involontaria.
Nello specifico, il contratto a tutele crescenti non è una nuova tipologia contrattuale, è in vigore dal 7 marzo di quest’anno, fissa nuove regole in caso di licenziamento illegittimo; il famoso Articolo 18 non è stato abolito né modificato, non si applica per chi è stato e sarà assunto dal fatidico 7 marzo 2015; il licenziamento non è stato modificato nelle tipologie e nelle nozioni legali, le novità riguardano solo le sanzioni applicabili in caso di licenziamento illegittimo; per quanto riguarda infine la disoccupazione involontaria, la nuova legge amplia la platea dei beneficiari, considera l’anzianità contributiva e non anagrafica, aumenta la durata massima del trattamento per il 2015 e il 2016 e la diminuirà a partire dal 2017.
Veniamo a quanto è previsto, ma non ancora in vigore. Lo schema di decreto del 20 febbraio 2015 prevede: abrogazione del contratto a progetto (co.co.pro.); nuovi criteri aggiuntivi per co.co.co. e partite iva; nuova disciplina dello ius variandi delle mansioni; novità sul contratto a termine, l’apprendistato, il part time etc.; abrogazione dello job sharing. (C.F.)

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