Con Jiffy la beneficenza si fa con un tap sullo smartphone

Jiffy

Da oggi tramite Jiffy, il servizio sviluppato da SIA per inviare e ricevere denaro in tempo reale dallo smartphone, grazie alla collaborazione con 13 gruppi bancari italiani, è possibile effettuare donazioni a favore del Cesvi per sostenere i progetti di lotta all’Aids.

La campagna “Fermiamo l’AIDS sul nascere” è stata avviata nel 2001 nell’’ospedale Saint Albert, in Zimbabwe, dove attualmente il numero di persone affette da Hiv è pari a 1,6 milioni, di cui 150.000 bambini. Qui, Cesvi fornisce terapia farmacologica al fine di impedire la trasmissione del virus da mamma sieropositiva a neonato, garantendo anche l’assistenza medica e il supporto psicosociale ai malati di Aids.

Per fare una donazione al Cesvi, occorre essere titolari di un conto corrente in una banca aderente a Jiffy (circa 50 presenti in Italia) e scaricare la app dal sito del proprio istituto di credito. A questo punto, il donatore deve solo registrare nella rubrica del proprio smartphone il numero di telefono del Cesvi 370.3401500 e, all’interno della app, selezionarlo, inserire l’importo e completare l’operazione di invio con un semplice click. Con Jiffy, il Cesvi potrà disporre in tempo reale dei fondi avendo la disponibilità e la rendicontazione immediata delle somme versate.

Jiffy sarà attivo a breve anche per altre organizzazioni non profit e potrà essere utilizzato in tutte quelle occasioni in cui c’è necessità di raccogliere velocemente fondi, come ad esempio nel caso di catastrofi ambientali o emergenze sanitarie.

Gli istituti di credito già attivi con Jiffy sono Banca Popolare di Vicenza, BNL, Cariparma, Carispezia, Friuladria, Gruppo Carige, Hello bank!, Intesa Sanpaolo, UBI Banca, UniCredit, Widiba e prossimamente anche Banca Mediolanum, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio, Che Banca!, Gruppo Poste Italiane e Monte dei Paschi di Siena.

Il servizio offerto da SIA è in linea con le normative in tema di erogazioni liberali, consentendo così al donatore di beneficiare della detraibilità fiscale allegando alla dichiarazione dei redditi i documenti necessari (ricevuta da parte dell’ente benefico e il proprio estratto conto).

Lascia un commento

Top