Italiani preoccupati per l’inflazione
Il 43% pensa che il proprio reddito diminuirà

YouGovStando all’indagine M&G YouGov Inflation Expectations Survey,  – www.mandg.com – nel nostro Paese i timori per un ritorno di inflazione sono tutt’altro che remoti. Il 79%degli italiani pensa che l’inflazione in aumento sia causa di preoccupazione per la sua famiglia.L’indagine M&G sulle prospettive di inflazione viene condotta in otto Paesi, tra cui l’Italia, dove ha coinvolto un campione di 1002 intervistati distribuiti su tutto il territorio nazionale e ripartiti ponderatamente per sesso e fascia di età. La preoccupazione degli italiani per un’inflazione in aumento sembra essere coerente con i dati recentemente rilasciati dall’Istat che hanno riscontrato un aumento dello 0.3% nel mese di giugno rispetto al mese precedente e dell’1.2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tale aumento è da attribuirsi alla ripresa dei prezzi energetici che molto probabilmente i consumatori avvertono con costante preoccupazione come una voce importante nel proprio bilancio familiare. Alla luce di questi dati, non stupisce quindi che l’indagine M&G YouGov abbia rilevato che in Italia ci si aspetta che il tasso di inflazione raggiunga il 3% già entro i prossimi dodici mesi: questa è l’opinione del 36% degli italiani, con percentuali più alte raccolte al Nord Est (43%) e Centro (38%), mentre sono leggermente inferiori per Sardegna (35%), Sud (34%) e Nord Ovest (32%). Le preoccupazioni degli italiani – come per i vicini francesi e spagnoli – circa l’inflazione sono rafforzate dal pessimismo rispetto al proprio reddito netto*: il 43% degli intervistati nel nostro Paese ritiene che il proprio reddito netto diminuirà nel corso dei prossimi dodici mesi, con differenze percentuali poco significative tra le varie regioni. Da notare che al Sud l’8% degli intervistati ha dichiarato di non avere un reddito netto.

Il quadro che emerge dalle risposte all’indagine M&G YouGov Inflation Expectations Survey è di un generale pessimismo e di scarsa fiducia nei confronti delle Istituzioni addette a governare il Paese e le politiche monetarie. Infatti, il 59% degli italiani non crede che il proprio governo stia seguendo le politiche economiche corrette, con picchi di insoddisfazione al Nord Ovest (64%) e Nord Est (61%), e percentuali in linea con la media nazionale al Centro e Sud (58%). Fa eccezione la Sardegna dove il giudizio è più sfumato ( 42% di disaccordo verso le politiche economiche del Governo). La diffidenza è anche maggiore per le politiche della Banca Centrale Europea: il 67% degli italiani non è fiducioso del fatto che la BCE stia attuando le giuste politiche per rispettare l’obiettivo della stabilità dei prezzi nel medio termine.

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*Reddito netto: si intende il reddito totale di un individuo percepito da ogni fonte, tra cui paga, salari, o rendite da affitto, dopo che siano state dedotte tasse, assicurazioni, e contributi pensionistici.

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