Italia, popolo di imprenditori (talvolta poco formati)

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Nonostante la pressione fiscale e le difficoltà burocratiche, gli italiani continuano a essere un popolo che crede nelle proprie capacità imprenditoriali e che è pronto a sfidare la sorte e il delicato assetto economico per realizzare il proprio sogno imprenditoriale. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia operano 63,8 imprese ogni mille abitanti, un tasso di concentrazione tra i più alti in Europa, e se è vero che sono molte le attività che sono state costrette a chiudere a causa della crisi, altrettante sono le startup che ogni anno decidono di lanciarsi sul mercato.

“Le motivazioni che portano alla costituzione di un’azienda possono essere suddivise in tre macro categorie: aziende nate per clonazione; aziende frutto di successione; aziende nate da grandi idee”, ha commentato Roberto Castaldo, business coach e fondatore di 4 MAN Consulting.

Se le aziende nate per clonazione sono quelle familiari mentre quelle frutto di successioni sono le imprese che hanno vissuto un passaggio generazionale, più interessante è approfondire la categoria delle realtà nate da grandi idee (o presunte tali).

Roberto_Castaldo“Molti giovani iniziano a lavorare nelle imprese per clonazione, dove magari hanno trovato un posto per conoscenza o per legami antecedenti al rapporto di lavoro”, continua Castaldo. “Poi, però, i più intraprendenti imparano il mestiere e si mettono in gioco in prima persona”.

Non solo dall’università, dagli incubatori o dagli spazi di co-working, insomma; le startup nascono anche così. Per quanto diverse, comunque, tutte le nuove imprese hanno bisogno di un’adeguata capacità manageriale.

“Senza un’adeguata preparazione del suo leader, qualsiasi azienda chiude entro i primi 5 anni”, continua Roberto Castaldo. “Spesso nei miei corsi di formazione mi viene chiesto di parlare della figura dell’imprenditore, proprio perché molti che si ritrovano a capo di un’attività non hanno una vera cultura imprenditoriale”.

Quali sono le caratteristiche del leader? Ecco il parere di Castaldo:

1. L’imprenditore deve essere un buon venditore. Deve vendere la sua idea d’impresa;

2. L’imprenditore deve essere carismatico, avere una visione chiara e deve diventare un catalizzatore di talenti;

3. Deve essere curioso di conoscere e di imparare;

4. Deve avere un’alta capacità organizzativa, per gestire flussi di informazioni per se e per i collaboratori;

5. Deve capire quando è il momento di lasciare. Questo vale anche sulle attività di delega più semplici.

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