Ecco quanto vale l’Internet of things

Il 2014 è stato l’anno di svolta per l’Internet of Things, diventato elemento centrale per il business con la prospettiva di rappresentare un fenomeno ancora più dirompente nei prossimi anni. Proliferano le divisioni aziendali dedicate, crescono del 90% annuo i finanziamenti ricevuti dalle startup del settore, entrano in campo grandi player globali. E in Italia il mercato raggiunge complessivamente il valore di 1,55 miliardi di euro, trainato sia dagli ambiti tradizionali che utilizzano la connessione tramite rete cellulare sia da applicazioni che sfruttano altre tecnologie di comunicazione: nel nostro Paese si contano 8 milioni di oggetti interconnessi tramite SIM cellulare (+33% rispetto all’anno precedente) che fanno girare anche il mercato delle applicazioni che si appoggiano a tecnologie di comunicazione, come Wireless M-Bus, WiFi, Reti Mesh Low Power, Bluetooth Low Energy, pari a 400 milioni di euro.

Ma, visto che di Internet of things si parla molto ma molti non hanno ancora capito le applicazioni concrete di questa innovazione, l’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato questa mattina al convegno “Internet of Things: l’Innovazione che crea Valore” una ricerca che spiega quali siano gli ambiti in cui si attende la maggiore crescita.

LE PRINCIPALI APPLICAZIONI
Con l’eccezione significativa dei 36 milioni di contatori elettrici (basati su tecnologia Power Line Communication), in Italia la maggior parte delle applicazioni Internet of Things consolidate continua a sfruttare la connettività cellulare. Tra queste, le più diffuse sono relative alla Smart Car, che rappresenta il 55% del totale degli oggetti connessi tramite SIM e il 38% del mercato, in crescita più del 50% sia per diffusione che per valore di mercato.

Seguono lo Smart Metering e lo Smart Asset Management nelle utility, con circa 1,7 milioni di oggetti connessi tramite SIM (21% degli oggetti, 16% del mercato). Crescono lo Smart Home & Building, che con applicazioni di videosorveglianza, sistemi di antintrusione e di telecontrollo degli impianti di climatizzazione e riscaldamento rappresenta l’8% degli oggetti e il 23% del mercato, e la Smart Logistics, con applicazioni di gestione delle flotte aziendali e antifurti satellitari (5% degli oggetti, 14% del mercato). Mentre la Smart City oggi rappresenta solo il 2% degli oggetti e il 4% del mercato, trainata principalmente dal trasporto pubblico e dall’illuminazione intelligente.

Tra le applicazioni IoT che si appoggiano su tecnologie di comunicazione diverse da quella cellulare gli ambiti applicativi con maggiore peso invece sono lo Smart Home & Building, grazie alla diffusione di soluzioni di videosorveglianza, sistemi di illuminazione o termostati che si connettono tramite WiFi o Bluetooth, lo Smart Metering gas e la Smart City, principalmente grazie a soluzioni per la gestione dei parcheggi, la raccolta rifiuti, il monitoraggio ambientale e del territorio.

SMART CITY
Quasi il 50% dei comuni italiani con oltre 40.000 abitanti ha avviato negli ultimi tre anni almeno un progetto Smart City basato su tecnologie Internet of Things e il 75% segnala la presenza di iniziative in programma per il 2015. Ma con l’eccezione di alcune applicazioni per il monitoraggio del traffico, i progetti sono rimasti in fase sperimentale e sfruttano poco le possibili sinergie del paradigma dell’Internet delle Cose.
I comuni puntano soprattutto sulla gestione della mobilità come ambito prioritario e sull’illuminazione intelligente come “ponte” verso altre applicazioni IoT. Per il futuro, oltre a questi ambiti, si guarda a progetti di infotainment & servizi turistici (35%). Ma la mancanza di risorse (e competenze) impedisce al concetto di Smart City di espandersi su larga scala.
Ed è un peccato, anche economico: l’Osservatorio stima infatti che un’adozione nazionale delle applicazioni di illuminazione intelligente, gestione della mobilità e la raccolta rifiuti consentirebbe a cittadini, PA e aziende di risparmiare 4,2 miliardi di euro all’anno, migliorando anche la qualità della vita e riducendo le emissioni di Co2.

SMART HOME
Più delle smart city, è la Smart Home a proporsi sempre più come il centro del nuovo ecosistema Internet of Things, grazie al ruolo della casa nella vita delle persone, al valore di nuovi prodotti e servizi, al fatto di essere interfaccia verso altre applicazioni di Smart Metering, Smart Grid, Smart Car e Smart City.
Nell’ultimo triennio sono cresciute del 40% le startup che offrono soluzioni per la Smart Home e nello stesso periodo l’entità dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali è cresciuta del 270%. Si registra l’entrata nel mercato di numerose aziende con un’ampia base di clienti consumer che in molti casi hanno acquisito startup. L’interesse dei consumatori italiani verso soluzioni per la casa connessa inizia a essere diffuso. La survey dell’Osservatorio Internet of Things sulla Smart Home, svolta in collaborazione con Doxa, mostra come un proprietario su quattro disponga già di almeno un oggetto intelligente per la sua abitazione e uno su due abbia intenzione di acquistarne in futuro. Le applicazioni più desiderate riguardano la gestione del riscaldamento (46%), il monitoraggio dei consumi energetici (33%) e la gestione da remoto degli elettrodomestici (31%). L’interfaccia preferita dagli utenti è l’App (69%), a dimostrazione di come smartphone e tablet abbiano un ruolo chiave.

SMART FARM
L’integrazione tra produzione alimentare e tecnologie con applicazioni di Smart Logistics e Smart Agriculture rappresenta il futuro del settore. La Smart Logistics garantisce la tracciabilità dei prodotti o il monitoraggio di parametri come la temperatura lungo la filiera. La Smart Agriculture prevede applicazioni in ambito ortofrutticolo e di agricoltura controllata in serra con sensoristica distribuita per monitorare lo stress idrico delle piante e per migliorare l’accuratezza di prevenzione e cura delle infezioni.
I primi esperimenti hanno portato una riduzione del 30 dell’uso di risorse idriche e del 40% il numero di trattamenti fitosanitari.

“Il 2014 è stato l’anno della svolta per l’Internet of Things, che ha subito una straordinaria accelerazione, assumendo un ruolo sempre più centrale nel business delle aziende, della Pubblica Amministrazione e nel quotidiano di tutti”, afferma Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio Internet of Things.
“Per il prossimo futuro è importante anche la crescita di dispositivi Wearable, la cui offerta è sempre più articolata, delle applicazioni di Smart Factory, che consentono di aumentare produttività e flessibilità degli impianti manifatturieri, e di Smart Agriculture”, aggiungono Giovanni Miragliotta e Angela Tumino, responsabili della ricerca dell’Osservatorio Internet of Things. “Quest’ultima, che beneficia della rinnovata attenzione verso la filiera alimentare legata a Expo 2015, offre grandi potenzialità per la tracciabilità dei prodotti e la gestione delle attività agricole, riducendo fino al 40% l’uso di acqua e i trattamenti fitosanitari e ottenendo risparmi economici che consentono di ripagare l’investimento in tempi brevi”.

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