Settembre tiepido per le imprese di Milano

Industria1

E’ stato un settembre tiepido per le aziende milanesi e lombarde: proseguendo nel trend che dura da inizio anno, anche a settembre e nel terzo trimestre i dati sulla produzione sono positivi, anche se in decelerazione rispetto ai primi sei mesi del 2015. E’ questo quanto emerge dall’indagine congiunturale effettuata dalla Camera di Commercio di Milano su un campione di più di 2.800 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (1.611 imprese) e artigiane (1.211 imprese).

I risultati dell’analisi confermano un andamento positivo della produzione nel settore manifatturiero lombardo, ma la crescita congiunturale nel terzo trimestre del 2015 è debole e si ferma al +0,2%. Il segno positivo ha interessato tutte le dimensioni d’impresa, con le grandi imprese in situazione privilegiata, e si è diffusa sia settorialmente che territorialmente, avendo interessato la maggior parte dei settori e delle province. Gli ordini sono aumentati maggiormente sull’estero, ma sono in decelerazione, che non all’interno. Anzi da un punto di vista congiunturale gli ordini interni sono addirittura diminuiti, mentre le scorte sono ancora in fase di de-stoccaggio e quindi favorevoli alla crescita futura.

INDUSTRIA – Nel terzo trimestre 2015 si registra un lieve recupero della produzione industriale, con variazioni congiunturale (+0,2% dato destagionalizzato) e tendenziale (+1,7%) entrambe positive ma in decelerazione. La variazione media dei primi nove mesi del 2015 si attesta al +1,3%, poco al disotto del risultato complessivo dello scorso anno. L’indice della produzione industriale rimane oltre quota 97, livello che ha caratterizzato tutto il 2014 e i primi mesi del 2015, arrivando a 98,2 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100). Le quote di aziende industriali con livelli produttivi in crescita, contrazione o stabilità rimangono quasi identiche a quelle registrate nello scorso trimestre, con differenze limitate a decimi di punto percentuale. Rimane comunque prevalente la quota di aziende in crescita (50%) rispetto a quelle in contrazione (34%). La variazione tendenziale degli ordinativi acquisiti nel trimestre dalle imprese industriali mostra intensità differenti per il mercato interno e per l’estero, che rimane positivo ma in rallentamento rispetto allo scorso trimestre. Il mercato interno si assesta su una crescita dello 0,6% e il mercato estero si riporta sui tassi di crescita di inizio anno (+2,4%). Considerando la media dei tre trimestri si assiste ad un lieve miglioramento dell’interno (+1,0%) rispetto allo scorso anno, mentre il tasso di crescita dall’estero rimane pressoché costante (+3,0%). Anche dal punto di vista congiunturale gli ordini interni, dopo l’avvio positivo di inizio anno, rimangono pressoché stabili (-0,1%), mentre gli ordini esteri risultano ancora in crescita ma rallentano l’intensità (+0,5%).

ARTIGIANATO – Per le aziende artigiane manifatturiere si registra una variazione di produzione tendenziale del +0,9% mentre la variazione congiunturale è nulla; l’indice di produzione rimane a quota 70 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100), con un recupero di quasi due punti rispetto al minimo di inizio 2013. I migliori risultati positivi si registrano per la Gomma-plastica (+4,2%), il Legno-mobilio (+2,2%) e la Meccanica (+1,6%), mentre i settori con i risultati più negativi sono le Pelli-calzature (-6,9%) e il Tessile (-2,3%). Non registra variazioni rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno il settore della Carta-stampa. Ancora agrodolce la situazione degli ordinativi: il mercato interno è ancora in segno meno (-1,5%), alla quale si aggiunge una nuova svolta negativa del mercato estero (-0,2%). Complessivamente i primi nove mesi dell’anno chiudono con un incremento del 2,2% degli ordini esteri, in miglioramento rispetto alla media 2014, e una contrazione degli ordini interni (-1,6%), in linea con il risultato dello scorso anno. Rispetto allo scorso trimestre si assiste a un lieve calo delle aziende che dichiarano variazioni positive dei livelli produttivi (dal 43% al 40%) e, di conseguenza, un aumento delle imprese che dichiarano variazioni negative (dal 35% al 36%) e stabilità (da 22% a 24%).

OCCUPAZIONE – L’occupazione per l’industria presenta un saldo leggermente positivo (+0,1%) che si configura più come stabilità dei livelli che come crescita. Il tasso d’ingresso è ancora consistente (1,6%), ma si avvicina sempre più al tasso d’uscita fermo intorno all’1,5 da inizio anno. La riduzione del tasso d’ingresso è in parte giustificato dall’esaurirsi degli effetti stagionali amministrativi che tendono ad accumulare le aperture dei contratti a inizio anno, intensificati dagli effetti dei nuovi incentivi alle assunzioni e stabilizzazioni entrati in vigore a inizio 2015.
In riduzione il ricorso alla CIG, con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione che scende al 13%, e la quota sul monte ore all’1,4%. Anche per l’artigianato il tasso d’ingresso, salito al 2,5% lo scorso trimestre, si riduce fermandosi al 2,1% registrato anche dal tasso d’uscita, portando così ad un saldo nullo.

LE ASPETTATIVE – Le aspettative degli imprenditori industriali mostrano un generale miglioramento per la domanda interna, la produzione e l’occupazione. Per la produzione il saldo si spinge in area positiva superando il 12%, e rimane stabile la quota degli imprenditori che non prevedono variazioni (56%). In miglioramento anche le aspettative sull’occupazione che registrando un nuovo saldo positivo. In questo caso è dell’82% la quota di imprenditori che non prevede variazioni nei livelli. Le aspettative sulla domanda vedono l’ingresso del mercato interno in area positiva dopo quattro anni di saldi negativi. Unico neo la domanda estera che, pur mantenendo una prevalenza di giudizi positivi flette verso il basso, con un saldo che si riduce dal 16% al 15%.
Nel caso dell’artigianato, a fronte di aspettative sulla domanda estera positive e ancora in crescita, si segnalano le aspettative sulla produzione, occupazione e ordini interni ancora in territorio negativo ma dirette verso il punto di svolta. L’accelerazione verso il saldo nullo è più intensa in questo trimestre per le aspettative sulla produzione e sulla domanda interna, seguite dalle aspettative sull’occupazione.

Lascia un commento

Top