La chimica verde incontra le regioni

cluster spring

Promuovere un modello di economia circolare incentrato su filiere innovative integrate e multisettoriali, dando vita a una bioeconomia intesa come rigenerazione territoriale: è l’obiettivo che il Cluster Tecnologico Nazionale della Chimica Verde SPRING ha riaffermato a Terni nel corso dell’incontro “Dialogo tra SPRING e Regioni su Bioeconomia e strategie sostenibili”.
L’evento, ospitato presso la sede di Terni di Confindustria Umbria e organizzato con il supporto di Regione Umbria e del cluster regionale Umbria SPRING, è stato anche occasione per presentare lo stato dell’arte dei quattro progetti nazionali di Ricerca & Sviluppo finanziati dal MIUR diciotto mesi dopo il loro avvio.

Il Cluster SPRING, piattaforma nazionale dell’intera filiera italiana della chimica da fonti rinnovabili, forte dell’eterogeneità dei suoi 103 associati provenienti dal mondo agricolo, industriale, istituzionale, della ricerca e del no profit, si pone al servizio delle Regioni, favorendo la creazione di “ponti” intersettoriali e l’integrazione di competenze ed ambiti disciplinari per valorizzare al massimo la specificità dei singoli territori. Non è un caso che all’evento fossero presenti i rappresentanti di Basilicata, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Umbria e una platea di stakeholder della filiera italiana della chimica da fonti rinnovabili.

“Il ruolo delle Regioni, come già espresso dal Bioeconomy Panel e durante la Bioeconomy Stakeholders’ Conference di Torino lo scorso ottobre, è determinante per l’attuazione in Italia di una strategia sulla bioeconomia che parta dai territori e dai casi studi di eccellenza già esistenti, in un mercato europeo stimato in 2000 miliardi di euro e che dà impiego a oltre 22 milioni di persone, il 9% dell’occupazione complessiva dell’Unione”, ha commentato Catia Bastioli, presidente di SPRING. “Il supporto istituzionale che si sta consolidando attorno a SPRING conferma che il Cluster può giocare un ruolo fondamentale non solo favorendo la ricerca e l’innovazione industriale ma anche incoraggiando attività di formazione e informazione, verso un modello integrato di sviluppo circolare che dia nuovi stimoli alla crescita competitiva e culturale del nostro Paese”.

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