Imprese contrarie alla decisione adottata dal Governo
Te POSsino!!

posIn linea di massima siamo tutti  favorevoli a una modernizzazione del sistema dei pagamenti in Italia,a patto che questo processo avvenga tenendo conto delle esigenze di tutti i soggetti interessati e soprattutto non si traduca unicamente in nuovi e pesanti oneri a carico delle imprese come, in parte, sta avvenendo. Sull’entrata in vigore dell’obbligo di accettare pagamenti con Pos per importi superiori a 30 euro per professionisti, commercianti e micro imprese, anche Confcommercio ha espresso un parere negativo. Secondo la potente associazione dei commercianti obbligare le imprese all’accettazione del sistema di pagamento elettronico senza intervenire in modo adeguato sulla ridefinizione delle commissioni bancarie e degli oneri legati all’accettazione della moneta elettronica, significa penalizzare ulteriormente quel tessuto produttivo già pesantemente provato dal perdurare della recessione economica. L’attuale normativa, oltre a generare confusione applicativa, rischia di tradursi solo in maggiori introiti per il sistema bancario. Quello che serve – secondo Confcommercio – è che il Governo attivi al più presto gli annunciati tavoli di confronto con le organizzazioni d’impresa con l’obiettivo di trovare modalità per ridurre le commissioni e rivedere le soglie di fatturato in base alla quali applicare la norma.

“L’obbligo del Pos in vigore da oggi è una misura inutile che non porterà alcun vantaggio sul versante della lotta all’evasione fiscale. La misura, infatti, che per l’altro non è agganciata ad alcuna sanzione in caso di violazione, è facilmente aggirabile: professionisti, artigiani e commercianti potranno proporre uno sconto ai clienti che pagano in contanti e aggireranno il pagamento elettronico, evitando così la tracciabilità della transazione”, sostiene Unimpresa. “Né più né meno di quanto non avviene già quando non si emette lo scontrino o non si rilascia la fattura. È inutile prendersi in giro. Sorprende che una banale analisi di questo tipo non sia stata fatta dal legislatore che, alla fine, ha varato l’ennesima norma pasticciata e senza senso. L’unico vantaggio sarà quello delle banche e dei produttori degli stessi Pos che vedranno ingrassare in un colpo solo il loro giro d’affari. Non è certo questa la strada per contrastare i cosiddetti furbetti delle tasse, obiettivo perseguibile solo con un serio piano volto all’abbattimento della pressione tributaria che grava sia sulle famiglie sia sulle imprese”.

Anche per gli agenti immobiliari oggi è un giorno da bollino nero. Da oggi, infatti, gli agenti devono essere dotati di Pos per consentire il pagamento con carta di credito e bancomat. Le associazioni di categoria, anche qui come ampiamente previsto, raccolgono fiumi di lamentele da parte degli associati. Al centro i costi aggiuntivi che devono affrontare. Almeno 500 euro l’anno solo per l’attivazione e il funzionamento, oltre ai costi su ogni transazione. La situazione non è ancora esplosiva soltanto perché non sono previste sanzioni per chi non si è ancora adeguato. Secondo Monitorimmobiliare il punto non è tanto un nuovo obbligo che serve a contrastare l’evasione fiscale di tutte le categorie. Il punto è che il costo viene sempre scaricato su cittadini e imprese.

“Perché è ormai un sistema codificato. Serve qualcosa, lo paga l’anello debole della catena sociale. Nel caso del Pos è banale affermare che nessuno sforzo è stato chiesto alle banche per limitarne i costi. Quindi si fa riferimento al resto d’Europa dove i pagamenti elettronici sono molto più diffusi ma non si precisa che le transazioni sono spesso a costo zero, per esempio quando si compra al supermercato. E’ importante riflettere su questo aspetto, perché il Governo sta cercando di uscire da una situazione economica disastrosa distruggendo quel poco di vitale che ancora esiste. Forse non ci sono alternative, dato che di ripresa economica in Italia non c’è traccia, ma sicuramente è una soluzione che farà molte vittime. Si tratta di tasse mascherate. E di esempi ce ne sono purtroppo mille. Dalle scuole senza risorse in cui sono le famiglie a farsi carico anche della carta igienica allo sconto sugli affitti che la Pa si farà sugli immobili che ha in affitto da terzi.

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