Ieri Nassiriya oggi Dacca. Ma non ci lasceremo intimidire

Dacca

Siamo ancora tra i pochi Paesi a non essere stati colpiti nell’ambito dei nostri confini. Così ci colpiscono all’estero, militari e civili Nassyria e Dacca.

Ieri 1° luglio in Bangladesh era la festa per Shab-e-kadar, Notte del Destino o Notte del Potere la notte in cui i primi versetti del Corano furono rivelati al profeta islamico Maometto. Si tratta di una delle notti dispari degli ultimi dieci giorni di Ramadan Una notte più importante che 1.000 mesi di culto. I musulmani credono che in questa notte la benedizione e la misericordia di Allah sono abbondanti, i peccati sono perdonati, le suppliche sono accettate, e che l’anno decreto si rivela agli angeli che scendono anche a terra. Lunedì 4, martedì 5 mercoledì 6 e giovedì 7 è la ricorrenza di Eid-ul-Fitr festa della fine del digiuno. Hanno colpito ieri notte con una scelta oculata soprattutto per dare un segnale alla comunità islamica amica dei paesi occidentali o perlomeno non dichiaratamente ostili e patrie di terroristi. Un segno di potere che colpisce l’immaginazione e gli animi islamici. Non basta una riflessione. La strategia è palese, dichiarata da anni ormai. Aspettiamo. Cosa? Io il Corano lo posso studiare, capire, interpretare così come faccio con la Bibbia, il Vangelo, la Torah, il Talmud di cui ho copie nella mia casa aperta a tutte le religioni. Ma mai imparerò a memoria nè i primi nè gli ultimi loro versetti per paura. La mia matrice resta occidentale, laica e cristiana allo stesso tempo. E in questo modo un giorno me ne andrà difendendo fino in fondo i valori e la cultura che mi hanno partorito e sostenuto. Domenico Megali

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