La generazione matura degli startupper italiani

40 years old startupper

Ha più di 40 anni e almeno 5 anni di esperienza professionale nel proprio settore. E’ questo l’identikit dello startupper italiano che emerge dalla ricerca condotta da Italia Startup, l’associazione che riunisce gli operatori, fra i quali investitori, acceleratori e startup, del mondo dell’innovazione in Italia.

L’analisi, condotta su un campione di oltre 400 startup di cui 2 terzi iscritte al registro delle startup innovative, sottolinea come lo startupper italiano abbia un’età prevalente compresa fra i 30 e i 49 anni. Gli under 30 e gli over 50 numericamente tendono a equivalersi (rispettivamente 15,2% e 14,4% dei rispondenti). Questa caratteristica mette in luce l’esistenza di un periodo nel quale l’imprenditore è stato per anni impegnato a livello professionale prima di creare un’impresa innovativa. Un valore aggiunto, quello della preparazione, che in Italia si rivela particolarmente importante e in netto contrasto con la percezione più diffusa che vede lo startupper come un giovane genio la cui intuizione è riuscita a cambiare un intero sistema in breve tempo.

La massiva prevalenza di attività legate al B2B Business-to-Business (47,2%) e al B2B2C Business-to-Business-to-Consumer (34,8%) evidenzia un approccio al miglioramento del settore nel quale gli startupper hanno operato nel corso della loro vita professionale.

Osservando più da vicino il livello di formazione accademica, si scopre che il 33,5% dei nuovi imprenditori ha concluso un lungo percorso di studi con una laurea di secondo livello. Il 32,9% ha conseguito un master ed è presente anche una nicchia di PhD (5,2% dei founder). Questo spaccato mostra come questi “neo” imprenditori vantino una preparazione corposa dal punto di vista accademico e un buon bagaglio di esperienza nel proprio settore.

Secondo Enrico Gallorini, consigliere di Italia Startup e autore di questa ricerca, “lo stereotipo della startup va profondamente rivisto, poiché i dati sono chiari: in un sistema complesso e mutevole come quello in cui ci muoviamo, le persone, le organizzazioni e le aziende italiane hanno sempre più bisogno di partire da una preparazione e professionalità estremamente elevate, e continuare a investire in aggiornamento e formazione per generare e garantire valore”.

Del resto non è solo lo startupper italiano ad avere in media più di 30 anni. Uno studio condotto negli Stati Uniti dalla Kauffman Foundation, infatti, ha dimostrato come l’età media del neo imprenditore fosse di 40 anni, con una precedente esperienza professionale nel settore che va dai 6 ai 10 anni.

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