I vincitori del Talent Prize al Macro

Si è tenuta martedì 12 dicembre al Macro, il Museo di arte contemporanea di Roma, la proclamazione dei risultati della decima edizione del Talent Prize.

Vincitore assoluto è stato Davide Monaldi, con Carta da parati, trompe l’oeil, che conferisce tridimensionalità a un elemento bidimensionale, esplorando le potenzialità di un materiale appartenente alla tradizione. La ricerca dell’artista ruota intorno alla trasposizione scultorea di oggetti del quotidiano, analizzando l’impiego della ceramica nell’arte contemporanea. Monaldi, con i vincitori delle edizioni precedenti e i finalisti di quest’anno è protagonista di una mostra al Macro, in cartello per tutto dicembre.

Ed ecco chi sono i nove finalisti della decima edizione, del Premio, organizzato da Inside Art, la rivista di Guido Talarico rappresentanti delle diverse categorie artistiche. Con un’installazione sono arrivati in finale Davide Allieri con Billdor, Marco Strappato con Untitled (Ground), Jacopo Rinaldi con Circuito chiuso. Estratti da Harald Szeemann nel suo archivio, Luca Resta con Superposition. A rappresentare la sezione scultura insieme al vincitore Monaldi è Simona Andrioletti che arriva in finale con l’opera Belvedere, mentre due gli artisti selezionati nella categoria fotografia: Cosimo Veneziano con The Monument in the age of Berlusconi e Alberto Sinigaglia con Cloud#Teapot. Due sono anche i portavoce della sezione video: Simone Cametti con l’opera Tina e il tedesco Patrik Thomas con Hotel Desterro mentre non compare nessun artista a rappresentare la sezione pittura.
Lorenzo Marini, ospite d’onore della manifestazione, ha presentato una sua opera in uno spazio personale, un’installazione cubica, che, seguendo i dettami della Type art, la corrente artistica di cui Marini è caposcuola, ha tradotto in contemporary art i “caratteri” simbolo dell’evento. T, P, 1 e 0 (Talent Prize 10 ma edizione).

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