I tedeschi che investono in Italia puntano sulle Pmi
leader negli strumenti di misura meccanici

foto01La globalizzazione ha anche i suoi lati positivi: capita quando una piccola impresa italiana, specializzata in un settore di nicchia, entra a far parte di un grande gruppo internazionale, che ne riconosce il know how tecnologico e investe per il suo sviluppo. E’ il caso del matrimonio tra Euromisure, – www.euromisure.com – impresa cremonese specializzata in misuratori primari di portata e di temperatura come flange tarate, tubi venturi, boccagli e sonde di temperatura, e la Wika, – www.wika.it – colosso tedesco leader a livello mondiale nell’industria di processo e nel contractor business per settori primati come l’oil & gas, la chimica e l’energia. Dallo scorso febbraio Wika, attraverso la sua filiale italiana, ha rilevato il 100% della proprietà di Euromisure, rinnovandone il management e avviando un sostanzioso piano industriale di sviluppo. In che modo?

Lo spiega Andrea Invernizzi, nuovo direttore generale di Euromisure: «La nostra è una realtà attiva da molti anni sul mercato degli strumenti di misura meccanici e Wika ha pensato di inserire questi prodotti nella sua gamma, in quanto strategici. L’acquisizione ha come obiettivo di riorganizzare l’azienda per espandere un prodotto che qualitativamente è eccellente e un brand che è comunque affermato, sfruttando un network commerciale che è globale. Facendo leva sulla propria rete di 46 filiali mondiali, presenti soprattutto nei mercati trainanti dell’oil & gas e dell’energia, Wika può operare ora con un’offerta completa sui principali clienti, cioè gli studi di ingegneria che propongono progetti alle grandi compagnie».

Obiettivi davvero ambiziosi, quindi. Con una chiusura di bilancio 2012 a 14 milioni di euro, Euromisure conta di realizzare un incremento di ricavi del 40% nel 2013, con la prospettiva di superare i 30 milioni di euro nell’arco di tre-quattro anni. «Il gruppo darà tutto il supporto necessario per cogliere questa opportunità», continua Invernizzi. «Attualmente abbiamo 70 occupati e il piano di potenziamento prevede altre dieci assunzioni nel giro di tre/quattro mesi, in particolare profili commerciali. Stiamo anche assumendo tecnici in previsione dell’aumento dell’attività progettuale, mentre per lo sviluppo della produzione l’intervento sarà più mirato all’efficientamento delle procedure, a cominciare dall’organizzazione del lavoro su più turni, anche per sfruttare al meglio il nostro forte know how sulle lavorazioni meccaniche», cioè il vero punto di forza di un’impresa in grado di “sfornare” piccoli dispositivi di misurazione ma anche manufatti giganteschi lunghi una ventina di metri con diametri di 2/3 metri. «Per noi è motivo di orgoglio essere stati scelti per diventare la punta di diamante tecnologica di un gruppo mondiale che, riconoscendo la qualità del nostro operato, ha deciso di investire nel manifatturiero italiano». Vedi anche Vox Fabrica.

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