I settimanali economici chiudono. Si salva solo l’online
Btboresette incrementa le visite e raddoppia le pagine

7pulitoE’ una vera e propria ecatombe. La stampa economico finanziaria – cartacea – affonda definitivamente. O quasi. Dopo l’uscita di scena di Panorama Economy, settimanale economico del gruppo Mondadori lanciato da Paolo Madron e negli anni diretto da Giorgio Mulè e Sergio Luciano, la scorsa settimana ha chiuso in battenti Il Mondo, storica testata Rcs, spento dall’ad Pietro Scott Jovane per far quadrare i conti  dopo l’acquisizione della spagnola Recoletos. E che dire del quotidiano Finanza e Mercati che ha avuto vita breve così come il settimanale Borsa & Finanza, di proprietà dell’immobiliarista Danilo Coppola. Hanno fatto la stessa fine di Libero Mercato, nato come un inserto del quotidiano guidato da Vittorio Feltri, che aveva l’ambizione di vivere da testata autonoma e che a noi piaceva per il suo non allineamento, così come piaceva al suo ideatore Oscar Giannino. Ma anche quella di Libero Mercato è stata una vita breve essendo stato riassorbito dal 2009 all’interno delle pagine del quotidiano.

Restano ancora in vita il quotidiano Mf e il settimanale Milano Finanza, che nei primi mesi del 2013 ha perso 14 milioni di euro con un fatturato in flessione dell’11,3% e dove si respira aria di contratti di solidarietà e abbattimento degli stipendi per riuscire a sopravvivere.  Certo la corazzata del gruppo Sole24ore che, nei primi nove mesi del 2013 ha registrato un rosso ante­-imposte da 36 milioni, resiste anche con fatturato passato da 315 milioni del 2012 ai 277 dell’anno scorso. Testata che ha messo in bilancio contratti di solidarietà e prepensionamenti. 

Molte aziende e società ritengono ancora che la propria comunicazione debba passare per forza dalla carta stampata. Ma non è più così. Una volta tanto vogliamo spezzare una lancia a favore della nostra testata libera e indipendente e diretta a un lettore che vuole essere informato su tutto ciò che accade nel mondo delle imprese: dalle micro alle grandi. Noi non ci occupiamo – e forse facciamo male – della grande finanza e delle notizie da agenzia stampa. Non ne abbiamo le forze, anche se le capacità non mancherebbero. Abbiamo puntato sulle Pmi vero motore nazionale.

Siamo convinti e consapevoli della nostra missione: dare voce a chi produce. Che siano beni strumentali, prodotti o servizi, le aziende devono trovare voce e spazio per comunicare liberamente quello che fanno, come sono organizzate, obiettivi e persone. Noi siamo qui per questo, insieme ad altri colleghi e giornali online – non tutti – che fanno il nostro stesso mestiere, con umiltà, preparazione e voglia di impresa.

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