Nasce l’hub culturale montano: le terre alte diventano smart

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FIPER (Federazione Italiana Produttori Energia da Fonti Rinnovabili) ha di recente pubblicato un’intervista ad Anna Giorgi, direttore del centro Ge.S.Di.Mont. – Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna dell’Università degli Studi di Milano. Nel pezzo Anna Giorgi ha introdotto il concetto di Hub culturale montano, parlando di innovazione e sviluppo: concetti che l’intervistata ha approfondito parlando della filiera biomassa-energia, dell’economia di montagna e della cooperazione transfrontaliera.

Ma uno degli aspetti chiave toccati da Giorgi è stato quello riguardante il digital divide nelle aree montane e le potenzialità della Banda Ultra Larga (BUL) nei comuni alpini. Ecco cosa ha detto a riguardo il direttore del centro Ge.S.Di.Mont (l’intervista completa è consultabile sul sito di Fiper).

L’idea dell’Hub culturale montano nasce dall’esperienza maturata da UNIMONT, che evidenzia come la marginalizzazione dei territori montani sia frutto prima di tutto di un progressivo e inesorabile “abbandono culturale” conseguente alla concentrazione di forze e risorse nell’elaborazione e nel potenziamento di modelli di sviluppo basati su risorse, situazioni ambientali e socio-economiche differenti da quelle montane. Il reiterato tentativo di applicare questi modelli ai territori montani si è rivelato fallimentare, inefficace nel controllarne lo spopolamento, anzi, causa della costante perdita di competitività di queste aree territoriali, condannate al ritardo di sviluppo e alla marginalità, accentuati dalle conseguenti politiche assistenzialiste… Per questo abbiamo pensato a un HUB CULTURALE per le montagne, un luogo fisico, ma soprattutto virtuale, in cui far confluire e transitare conoscenze, competenze, esperienze e buone pratiche riguardanti la montagna, trasformando la grande rete costruita fino ad oggi da UNIMONT in uno “spazio” condiviso e connesso con il contesto europeo e internazionale…
…Promuovere imprenditoria giovanile e modelli di sviluppo basati sulle risorse locali, ambientali, naturalistiche, culturali e una buona dose di innovazioni e soluzioni tecnologiche è il primo passo per mettere al centro la montagna… Questo presuppone di dotare le aree montane in primo luogo di quelle infrastrutture oggi indispensabili per operare in connessione con il mondo (investimenti in infrastrutture tecnologiche) e avviare programmi di incubazione e incentivazione di forme di imprenditoria giovanile…

…è fondamentale dotare le aree montane di tutte quelle infrastrutture tecnologiche che consentono di superare il “limite” imposto dall’orografia delle montagne. Prima ancora delle infrastrutture per la viabilità su gomma o rotaia, oggi è importante garantire ai territori montani quelle vie invisibili, a impatto zero, che ci consentono di essere collegati con il mondo in pochi secondi e a bassissimo costo, vie che possono garantire comunicazione, servizi, formazione, acquisizione di consapevolezza, opportunità; in questo modo le montagne avranno la possibilità di esprimere il potenziale che possiedono,  conservando peculiarità e risorse”.

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