Grimaldi (Intesa Sanpaolo) commenta il dato sul Pil dell’Euro zona

Anna Grimaldi senior economist della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo commenta il dato sul Pil dell’Euro zona.

L’espansione più lunga dall’avvio della moneta unica può proseguire
Il PIL euro zona è cresciuto di 0,6% tt a fine 2017, in linea con le attese
degli analisti che lo davano solo in modesto rallentamento dal +0,7% tt
dei mesi estivi. Su base annua, la crescita rallenta al 2,7% aa da un
precedente 2,8% aa. Il 2017 chiude, quindi, con una crescita media del
2,5% in netta accelerazione rispetto al +1,8% del 2016, già al di sopra
del potenziale.

La stima flash non include dettagli sui contributi alla crescita dalle
diverse componenti di domanda ma secondo le nostre stime saranno stati
ancora i consumi privati e sempre più gli investimenti aziendali a spingere
il PIL nei mesi autunnali. Il contributo di esportazioni nette e scorte
dovrebbe risultare all’incirca nullo.

L’espansione della zona euro, per quanto moderata rispetto al passato (nel
2006-207 il Pil cresceva la di sopra del 3%), è la più lunga dall’avvio
della moneta unica ed è attesa proseguire anche nel 2018 quando prevediamo
una crescita vicina al 2,3% si noti che rispetto a metà dicembre le nostre
stime per l’anno in corso sono salite di due decimi, sulle indicazioni dai
dati più forti del previsto. La stima flash sul 4° trimestre 2017 conferma che
la fase di epsansione al di sopra del trend prosegue PMI composite e ESI della Commissione UE rimangono
su livelli elevati e coerenti con un’accelerazione del Pil a inzio 2018

Indice di fiducia economica della Commissione conferma un lento aumento
dei prezzi interni
L’indice di fiducia economica (ESI) della Commissione europea è scivolato
a 114,7 a gennaio da 115,3 (rivisto al ribasso da 116,0, a fronte di
aspettative di stabilizzazione. L’indice rimane sui massimi livelli
dall’inizio degli anni 2000. Le imprese sono meno euforiche rispetto al
mese scorso nei servizi (16,7 da 18,0) e commercio la dettaglio (5,0 da
6,0) anche se gli indici rimangono su livelli storicamente elevati.
La fiducia presso le imprese manifatturiere è stabile sui livelli del mese
scorso 8,8, dal momento che l’aumento di domanda è in parte compensato da
un incremento delle scorte in magazzino. In miglioramento anche il morale
presso le imprese di costruzioni grazie all’aumento degli ordini.
Il miglioramento dell’attività economica è riflesso da una revisione al
rialzo delle intenzioni ad assumere nei servizi, commercio e costruzioni.
In aggregato le attese delle imprese sono coerenti con una crescita degli
occupati vicina all’1,6% -1,7% aa a inizio 2018.

Le imprese pronte ad aumentare ancora l’occupazione
nei prossimi mesi
Attese di prezzo in aumento nei servizi e commercio
al dettaglio

L’indagine della Commissione segnala che l’utilizzo della capacità
produttiva è salito nell’industria e nei servizi ed è vicino ormai ai
massimi storici. Il dato suggerisce un aumento degli investimenti di
espansione da parte delle imprese e supporta la nostra previsione di un
ciclo di spesa aziendale più vivace nel 2018.

È confermato che le imprese si aspettano un aumento dei prezzi nei servizi,
commercio al dettaglio e costruzioni, settori tipicamente più legati alla
dinamica della domanda interna. È evidente che con il consolidarsi della
ripresa, stanno emergendo sia pure lentamente pressioni sui prezzi interni.
Il flusso di dati e l’andamento dei mercati di qui a ridosso della riunione
di marzo guideranno le decisioni del Consiglio. Se i dati rimarranno forti,
la BCE diventerà sempre più fiduciosa “sul ritorno dell’inflazione al
target nel medio termine”. Riteniamo che le probabilità di modifiche della
guidance sugli acquisti entro aprile siano alte. In particolare, la BCE
potrebbe rimuovere il riferimento ad “un incremento degli acquisti per
volumi e durata”. La chiusura dell’EAPP entro fine 2018 è pressoché
scontata. Il focus si sposterà sempre su modifiche alla guidance sui tassi.

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