Grecia: Russell Investments giudica la crisi

crisi greca

Quali saranno gli sviluppi della crisi greca? Il referendum, in caso di vittoria del sì (permanenza nell’Unione Europea) scongiurerà il default? Oppure si dovrà intervenire prima di un accordo politico?

Per capire quali potrebbero essere gli scenari, Russell Investments, asset manager globale con sede centrale a Seattle, ha analizzato la situazione delineando tre possibili sviluppi.
Naturalmente, gli eventi di questi giorni hanno un impatto considerevole sui nostri scenari e le rispettive probabilità:
1. Raggiungimento di un accordo (10%): la probabilità che questo avvenga è scesa significativamente dal 50% al 10% alla luce della rottura dei negoziati. La porta per un possibile accordo non è ancora chiusa del tutto ed è per questo che abbiamo assegnato una piccola possibilità;

2. Nessun accordo viene raggiunto, la Grecia va in default, la Bce ritira il supporto ELA costringendo il governo greco a istituire controlli ai capitali, iniziando il processo di uscita dall’euro (30%): questo scenario è diventato più probabile ma non è ancora il nostro scenario con maggiori probabilità.

3. Nessun accordo viene raggiunto, parte del debito greco va in default, il paese impone controlli ai capitali ma rimane nella zona euro (un po’ come Cipro) (60%): Questa è attualmente la strada sulla quale si trova la Grecia. La combinazione di un default e di un voto “si” domenica potrebbe solidificare questo scenario, anche se una necessaria ricapitalizzazione delle banche potrebbe portare il paese in uno dei due precedenti scenari. Continuiamo a pensare che questa soluzione possa rappresentare un’occasione di acquisto ma attendiamo un segnale decisivo, una nuova azione della Bce o un accordo di qualche tipo;

Le ragioni per le quali siamo alla ricerca di occasioni di acquisto sono:
• Non crediamo che anche il peggiore scenario sia capace di far deragliare la ripresa dell’Eurozona. La Grecia rappresenta solo l’1,8% del Pil della zona euro e la maggior parte del debito greco è in mani pubbliche, fatto che limita il rischio contagio e l’incertezza;

• Non crediamo che il rischio contagio sia alto: la Grecia è l’unica nella zona euro che sta affrontando problemi di liquidità di breve termine. Certamente rischi di liquidità possono teoricamente riemergere ma con la Bce a offrire il proprio supporto, crediamo che sia molto improbabile;

• Non crediamo che la Bce ponga fine al Qe. E’ molto probabile, infatti, che la Bce possa incrementare il Qe se dovessero emergere problemi di liquidità nel mercato dei bond periferici.

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