Funghi o startup?

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Non è certo tempo periodo di funghi questo. Ma c’è un settore la cui crescita ormai da alcuni anni non conosce stagione. E’ il settore delle startup. Spuntano da tutte le parti, in tutte le Regioni, provincie città e paesini. Quelle registrate al Registro nazionale con ufficiali forniti dalle camere di commercio sono più di 5.000 ma se ne contano sparse in tutto il territorio oltre 10.000. Ben venga per carità.

NASCITA E FINE DI UN MITO

Ma a volte ci chiediamo una volta avviate che fine fanno? Quante riescono a portare avanti il loro progetto iniziale? Che difficoltà trovano? Quante sono nate e poi morte nel giro di un anno o due? Da anni incubatori hanno tenuto al caldo, allevato e fatto crescere almeno fino a un certo punto della loro vita centinaia di piccole imprese, in ogni ambito e settore merceologico e industriale. Soprattutto quello tecnologico e più legato alle innovazioni. Mai una volta che sul fenomeno qualcuno abbia espresso i punti di criticità, le debolezze e a volte sottolineato l’insuccesso o il fallimento.

DALLA SICILIA CON FURORE

Con 84 startup innovative si apprende che Catania è la provincia leader nella regione Sicilia davanti a Palermo (71), Messina (33) e Agrigento (18) per numero di startup avviate. In coda sono Enna e Ragusa rispettivamente con 3 e 2 startup attive. La notizia arriva da Digital Magics uno dei principali venture incubator, fondata da Diego Gasperini, di startup innovative digitali che propongono contenuti e prodotti ad alto contenuto tecnologico. Quotata all’AIM Italia – mercato alternativo del capitale –  nel’agosto del 2013, in questi tre anni di attività DM  ha ampliato il suo bacino di investitori, il numero di partnenship e soprattutto il proprio target di raccolta da destinare a nuovi investimenti in startup nel settore digitale. Insomma un’azienda che ha fatto degli investimenti nelle startup il proprio core business.

PER FARE UN ALBERO… NON BASTA UN SEME

L’ultima società nata sotto l’ombrello di DM è nata a Palermo, in collaborazione con la società partner Factory Accademia. Si tratta del primo incubatore di startup digitali in Sicilia. “Il nuovo progetto”, ha detto Alberto Fioravanti, fondatore e presidente esecutivo di Digital Magics”, intende sviluppare la nascita di giovani imprese fornendo sostegno, servizi e mettendo a disposizione la sua rete di contatti. Il supporto di un ‘business incubator’ consente alle startup di crescere fino a diventare delle vere e proprie aziende.  La nuova sede Digital Magics di Palermo è un open space di 500 metri quadri aperto tutto il giorno (dalle 8.00 alle 21.00) dotato di 12 box separati, scrivanie e sale riunioni e un’area relax.

Il Giornale di Sicilia ha creduto fin dall’inizio nel progetto con Factory Accademia diventando partner di Digital Magics sul territorio e mettendo a disposizione gli spazi. Uno spazio di co-working in partnership con Talent Garden, network europeo di co-working focalizzato sul settore digitale (partecipato al 30% da Digital
Magics), con cui è stato sottoscritto un accordo strategico. Un punto di aggregazione fisico per gli
imprenditori digitali e i creativi, collegato in tempo reale con gli altri 13 TAG italiani (3 a Milano, Roma,
Bergamo, Brescia, Cosenza, Padova, Genova, Pisa, Pordenone, Sarzana, Torino) e quelli di Barcellona, Tirana
e Kaunas (Lituania).

GIRO D’AFFARI DA 10 MILA FINO A MILIONI DI EURO

Le  startup siciliane iscritte al registro nazionale sono 246, il 4,8% del totale nazionale. Con 84 startup
innovative (34% del totale regionale) Catania è la provincia leader nella regione e precede Palermo che ne
ha 71 (29%). Più distanziate le provincia di Messina con 33 startup (13%) e Agrigento con 18 (7%) mentre
sono poco più di una decina quelle presenti a Caltanissetta e Trapani (12 ciascuno, 5%), e Siracusa (11 – 4%).
In coda alla graduatoria sono Enna e Ragusa dove sono attive rispettivamente 3 (1%) e 2 (0,8%) startup. Si
tratta prevalentemente di società a responsabilità limitata (srl) e poche società cooperative che si
occupano soprattutto di produzione di software e consulenza informatica, ricerca scientifica e sviluppo, architettura e ingegneria, collaudi e analisi tecniche. Hanno una capitalizzazione media che non supera i 10 mila euro. In Sicialia nel catanese solo il 14% (12) delle imprese innovative ha un capitale sociale fino a 50 mila euro mentre sfiorano il 5% (4) quelle con capitale da 50 a 250 mila euro. Sono meno le startup palermitane con capitale da 10 a 50 mila euro (quasi il 10% del totale), ma sono di più (8%) quelle da 50 a 250 mila euro. L’unica startup siciliana che supera i 5 milioni di capitale sociale è nel ragusano e opera nel comparto energetico.

Grazie al fondo di garanza per le startup del Ministero dello Sviluppo Economico, fino all’agosto dello scorso anno, sono arrivati in Sicilia quasi 6,5 milioni di euro mentre nel 2014 su 297 operazioni di venture capital appena 5 hanno riguardato l’isola contro i 13 della Campania. Ma l’Italia attrae startupper anche dal resto del mondo soprattutto proveniente dalla Russia.

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