La nuvola può portare in alto gli affari delle pmi

Come bisogna leggere la crescita del mercato It in Italia? È un segnale confortante o, partendo da zero o quasi, bisognava aspettarsi di più? E le realtà dell’information technology come possono promuovere le nuove soluzioni nel frastagliato mondo imprenditoriale nostrano? Sono questi i temi approfonditi nel 16° Forum It Grandangolo, organizzato all’Atlantic Hotel Congressi di Riccione.

Al tavolo dei relatori Paolo Lossa (regional director Italia e Iberia di Brocade), Roberto Vicenzi (vice presidente di Centro Computer), Cristina Rebolini (channel sales director Italia di Emerson Network Power), Franco Coin (amministratore delegato Mht), Antonio Falzoni (produc marketing manager Italia di Panda Security), Valter Villa (country manager di Riverbed Technology), Pietro Centoletti (socio fondatore di SinTau) e Piera Loche (managing director Italia di Zycko).

Numeri – Partiamo da un dato di fatto, e cioè dai + rilevati da Context. L’azienda, che si occupa di ricerche di mercato, ha fotografato nel comparto della distribuzione una crescita in Europa del 2,6% (valore 14 miliardi di euro), con l’Italia che progredisce del 14%, per un giro d’affari di 1,4 miliardi. I settori che corrono, oltre a quello delle telecomunicazioni (+112%), sono l’audio-video system (+28), il server computing (16) e il data center networking and security (27%).

Con il cloud appetibili anche le pmi – E sono queste le tecnologie approfondite dai relatori, visto che rappresentato i pilastri su cui si poggiano il cloud e l’Internet of things. Il leitmotiv è stato che, se i big data hanno finora allettato le grandi aziende, le soluzioni cloud aprono un nuovo mercato anche alle pmi, che dal canto loro devono vincere le resistenze al cambiamento e investire sul futuro. Già, gli investimenti, il vero problema delle aziende.

“Un intervento normativo sulla detassazione degli investimenti aiuterebbe il mercato e l’economia italiana”, ha sostenuto Valter Villa di Riverbed Technology. “Ma non diamo tutte le colpe allo stato: spesso sono le imprese che non hanno il coraggio di innovare”.

“I passi in avanti del mercato, al momento, sono legati a cambiamenti dall’alto”, ha fotografato Roberto Vicenzi di Centro Computer. “Disattivato il supporto a Windows Xp e, quest’anno, a Windows server 2003, le imprese hanno necessariamente rinnovato le loro piattaforme”.

“Speriamo che questo sia solo l’inizio di un processo che condurrà alla virtualizzazione del networking”, ha aggiunto Paolo Lossa di Brocade. “Finora nel settore It si è assistito a un aggiornamento delle strutture esistenti, ma per arrivare alla new Ip serve un cambio di passo imprenditoriale”.

Forum relatoriSulla formazione della rete commerciale si sono soffermati Franco Coin (amministratore delegato Mht) e Piera Loche (managing director Italia di Zycko).

“Dobbiamo far capire all’imprenditore i vantaggi di queste soluzioni, spiegando loro che non si tratta di Information technology, bensì di digital economy”, ha attaccato Coin. “Insomma si parla di affari, di business, di sopravvivenza dell’impresa stessa. Per farlo servono gli esempi di successo: devono emergere le storie delle imprese cresciute rinnovando i loro modelli produttivi”.

Rinnovamento che fa paura a molti imprenditori, che temono di non essere in grado di gestire la nuova tecnologia.

“Le grandi aziende non hanno di questi problemi”, ha sottolineato Loche, “ma le pmi sì. Per questo la formazione della rete di distribuzione è vitale: dobbiamo avere professionisti in grado di guidare le imprese più piccole, offrendo loro servizi su misura e gli strumenti per sfruttare subito il prodotto. Anzi, per noi la parola d’ordine non è diventata prodotto, ma consulenza”.

La nuvola fa paura – “Il primo passo è quello di spiegare agli imprenditori che il cloud non è una parolaccia o un’innovazione poco sicura, ma è qualcosa che si usa da 20 anni, nel servizio mail o nell’internet banking”, ha affermato Antonio Falzoni, di Panda Security. “Una volta superata questa diffidenza, legata al terrore del furto dei dati personali, le pmi capiranno quanto i servizi cloud, per elasticità, modularità e mancanza di costi di attivazione siano la soluzione a molti loro problemi”.

“Customizzazione è anche la parola d’ordine di Emerson, che grazie al cloud ha studiato e proposto alle piccole imprese soluzioni di network e gestione dei data server”, ha chiuso Cristina Rebolini. “Prodotti che andremo a proporre alle imprese grazie a una vendita sempre più concentrata verso il modello indiretto, per aumentare la vicinanza a profili chiave come Cio ed Energy manager”.

La tecnologia ha permesso anche la nascita di startup. Come SinTau, rappresentata da Pietro Centoletti: “Siamo un’azienda specializzata nella realizzazione di sistemi hardware e software per ottimizzare i processi di produzione di qualsiasi azienda. E’ un mercato concorrenziale in cui stiamo cercando di farci largo a colpi di brevetti. Tra questi Gropius, una soluzione adatta alle smart city e all’energy monitoring system. Al momento, però, non sappiamo come presentarci al mercato: puntare sulle imprese o sulle aziende multiservizi e le pubbliche amministrazioni più grosse? Forse la seconda è la strada più giusta, ma servono amministrazioni in grado di sviluppare progetti di lungo corso sulle smart city”.

Un lungo corso che, però, è già iniziato. E perdere il treno potrebbe essere davvero pesante per il sistema paese.

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