Chi ha paura di Co.P.I.I.?
A Fermo un incontro con associati e non

giuseppinaC’è qualcuno che ha paura di Co.P.I.I. , l’associazione che non piace perchè non è schierata se non a fianco di quegli imprenditori che hanno perso tutto o nel peggiore dei casi si sono tolti la vita a causa del loro fallimento. Più che del loro si dovrebbe parlare di fallimento delle Istituzioni e delle Associazioni di categoria  – da Confindustria ai Sindacati – che da anni ormai hanno staccato la spina abbandonando a se stessi migliaia di imprese, micro, piccole e medie.Domani 27 settembre alle ore 18:00, presso l’ex cappella di Villa Vitali – in Viale Trento, a Fermo – il Co.P.I.I. dà appuntamento a tutti coloro – soci e non soci – che hanno a cuore le dinamiche dell’associazione e del territorio: saranno affrontate tutte le tematiche e iniziative di cui il Co.P.I.I. – www.copii.it – si fa promotore, con la possibilità, per i presenti, di intervenire e far valere le proprie idee ed opinioni sul tragico momento economico dell’imprenditoria in Italia e della nazione tutta. Al dibattito, che ribadiamo essere aperto al pubblico, interverranno la presidente del comitato Giuseppina Virgili e l’avvocato di fiducia del Co.P.I.I.. Obiettivo della manifestazione è quello di incontrare gli associati (nelle Marche sono più di 100  su un totale nazionale di 2.700) per farli conoscere e coalizzare oltre che per incontrare il direttivo dell’Associazione e poter scambiare opinioni e idee.

Ma quali sono le prossime iniziative di CO.P.I.I. ?

“Abbiamo intenzione di attivare un consorzio a cui aderiranno le aziende associate e altre aziende”, risponde Giuseppina Virgini. “Il nostro obiettivo è quello di creare una rete di aziende artigianali che attraverso il Consorzio – e tutti gli strumenti di comunicazione e promozione che renderemo disponibili, possano pubblicizzare la loro attività e creare business all’estero. Fino a oggi abbiamo avuto l’adesione di aziende nei settori della ceramica, mobili artigianali, sartoria. Inoltre il consorzio potrà fare da tramite per uno scambio di competenze  tra fornitori di servizi. Pensiamo anche di organizzare e aderire a fiere all’estero oltre che creare un sito dedicato”.

Quanto costa aderire all’associazione?

“La quota associativa è di 25 euro e prevede tutta una serie di servizi e assistenze da quella legale e commerciale a quella psicologica, molto richiesta da numerosi imprenditori abbandonati da tutti spesso anche dalle stesse famiglie che si sgretolano sotto il peso dello stato di prostrazione in cui molti imprenditori cadono dopo un fallimento. Mentre quando le medie e grandi imprese subiscono un tracollo hanno intorno a loro una rete di sostegno da parte di organizzazioni e associazioni, che riescono a sostenere l’imprenditore, il piccolo, l’artigiano con qualche dipendente che socialmente non ha una rete di relazioni tali da poter utilizzare, si sente solo e spesso subisce questa solitudine con senso di colpa nei confronti della famiglia”.

Quali altri servizi garantisce Co.P.I.I. ai propri associati?

“Soprattutto quello di avere un team di persone composto da legali, commercialisti ed ex bancari, che possano interloquire direttamente con gli istituti di credito o gli esattori dell’ufficio delle Entrate dello Stato. Lo stesso team inoltre si occupa  di finanziamenti europei e modalità per cihiedere gli stessi”.

Dopo l’incontro di Fermo, l’associazione ha in programma incontri in Toscana, Emilia Romagna, Sicilia e Veneto. Durante gli incontri verrà anche presentato il volume realizzato da Co.P.I.I – Storie di vita invisibili – in collaborazione con la Regione Toscana a cura di Fabio Calugi, dieci storie emblematiche a cui vengono affiancati interventi di professionisti che danno consigli e spiegano quali comportamenti adottare.

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