Il mondo veste italiano

I colossi vestono italiano. La moda nostrana continua la sua marcia di espansione verso i mercati più florenti del mondo. Nel giro di due anni, le esportazioni sono aumentate di 500 milioni di euro, arrivando allo storico tetto dei 4 miliardi di euro di fatturato. E gli importatori principali sono Cina, Hong Kong, Usa e i cugini francesi.
I numeri sono stati snocciolati dalla Camera di Commercio di Milano che, a pochi giorni dalla settimana internazionale della moda (dal 25 febbraio al 2 marzo), ha fotografato lo stato di salute del mercato grazie un’elaborazione dei dati Istat per i primi nove mesi del 2014, 2013 e 2012.

Dove piacciono – Sono molti i prodotti italiani che vengono esportati, in ogni angolo del mondo. Il “made in Italy” vede protagonista la Francia per i tappeti (14% di tutta la richiesta di tappeti italiani) e indumenti da lavoro (19%), la Germania per il tessuto non tessuto (20%), il Regno Unito per maglieria (9%) e intimo (8%), la Grecia per lo spago (5%), il Portogallo per il cuoio (5%), la Spagna per l’intimo (8%), la Repubblica Ceca per il tessuto non tessuto (6%), l’Africa Settentrionale per maglia (10%) e spago (10%), l’America del nord per tessili (11%), pelle (13%), il Medio Oriente per i tappeti (11%), Asia Orientale e Cina per pelle (22%), accessori (28%) e pelliccia (24%).

Leadership Milano – Che la patria della moda italiana sia Milano è noto. Il capoluogo lombardo, sui 35 miliardi di export, pesa l’11%. Un settore fondamentale per l’economia meneghina: solo la Settimana della Moda Donna genera un indotto da 10 milioni di euro per gli alberghi di Milano e provincia.
Sul podio delle città più votate alla moda d’esportazione ci sono anche Firenze e Vicenza, con 3 miliardi di export a testa.

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