L’export ingrana la marcia, dice Sace

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“Qe, euro debole, calo del prezzo del petrolio, ripresa dell’area euro: per l’export italiano questo è un momento positivo anche se non mancano rischi come la Grecia o lo scoppio di bolle cinesi. Crediamo però che lo scenario positivo prevarrà”. E’ l’opinione di Alessandro Terzulli, capo economista di Sacewww.sace.it – che ricorda come, secondo le proiezioni dell’istituto, le esportazioni italiane cresceranno del 3,9% quest’anno e del 5% annuo nei prossimi 3.
Per cogliere le opportunità all’estero alle aziende servono però “un giusto approccio, la presenza di persone adatte in azienda, come un export manager almeno temporaneo per fare una strategia di lungo termine, conoscenza dei mercati e una corretta gestione dei rischi”, spiega l’economista. Per Terzulli l’obiettivo italiano di arrivare a 50 miliardi di export nel 2020 è raggiungibile proseguendo con questi trend.
Nei prossimi anni il mercato sarà spinto in particolare “dall’agroalimentare che sarà il settore trainante con una crescita annua del 6,5% ma ci attendiamo buoni risultati anche per l’automotive, non solo veicoli, ma anche componentistica, i mobili con una ruolo forte dell’Asia, la meccanica di precisione e i macchinari o nicchie come la gioielleria. Un discorso a parte merita l’abbigliamento: in passato abbiamo puntato tutto sull’alta gamma mentre ora sta dando buoni risultati anche il medio livello, indirizzato a Paesi in crescita con popolazione giovane”.

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