Expo: un fallimento da Barilla al Molise

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Expo: per Guido Barilla, presidente del gruppo, l’Esposizione Universale di Milano è stato una occasione persa. 

Mentre sul fronte della comunicazione e conoscenza nel mondo dei prodotti alimentari italiani le migliaia di iniziative e incontri con delegazioni e capi di Stato ha ottenuto un certo riscontro, per il presidente di Barilla, Expo ha rappresentato un flop per affrontare i problemi riguardanti la sostenibilità alimentare a livello globale. Una problematica che diventerà critica in tempi brevi con il tasso di crescita a cui siamo destinati. Tra Barilla e il Molise il salto è grande ma anche per la Regione a 4 mesi dalla sua chiusura, il bilancio non è positivo.

IL MOLISE HA SPESO MOLTO MA VISTO POCO

Un milione di euro è la cifra, seppur parziale, investita dalla Regione Molise per partecipare a Expo 2015, da cui non ha saputo trarre beneficiato in termini di sviluppi turistici. “Expo per il Molise è stato un palcoscenico importante che ha contribuito ad aumentare l’attrattiva regionale e a incrementare i rapporti e le progettualità di sviluppo sia regionali che extraregionali”, sostiene Domenico Di Nunzio, consigliere regionale delegato al Turismo. Di parere opposto Domenico Venditti, presidente del Sib Molise “L’aumento del flusso turistico sulle coste regionali c’è stato. Non tanto per l’effetto Expo piuttosto per il rischio attentanti sulle mete più esotiche.

Una vetrina mondiale costata alla Regione oltre un milione e 300 mila euro dei quali 500 mila spesi come “somma indispensabile” per la partecipazione e 802.009,00 euro (di cui 300 mila euro dal fondo sviluppo e coesione del Cipe) spesi in progetti, eventi eccetera, per un totale di 1.302.009,00 euro. Un dato parziale, incompleto, ma che comunque restituisce la dimensione dell’investimento fatto. Una cifra a sei zeri che ha permesso al Molise tutto, quindi, di mettersi l’abito migliore e non sfigurare dinanzi a regioni e realtà internazionali molto più importanti. “Il Molise è una regione piccola ma ricca”, dice Di Nunzio. “I nostri paesaggi, i nostri tratturi e i nostri musei e castelli, senza dimenticare la nostra nobile arte culinaria, sono un patrimonio che in tanti ci invidiano. Allora la Regione, e il mio impegno istituzionale, è tutto indirizzato di far diventare il Molise una terra di cammini dove oltre alla valorizzazione dei paesaggi, venga evidenziata la qualità della vita dei nostri meravigliosi piccoli borghi”. Il ragionamento del consigliere regionale è molto semplice, ed ha una sua logica ben precisa. Noi non dobbiamo rincorrere il turismo dei grandi nomi, degli alberghi a cinque stelle e via dicendo. Le nostre peculiarità sono altre. Il Molise deve puntare a un turismo bio-diverso dove qualità della vita, tradizione millenaria, cultura e natura facciano rete e catturino la curiosità del turista”.

Ma come far arrivare la curiosità al turista? Il Molise, al netto delle deficienze in materia di viabilità, strade e ferrovie (le noti più dolenti), non ha un legge regionale per il turismo e neanche un osservatorio che possa fornire dati e cifre sul fenomeno. “Siamo in ritardo da questo versante ma la legge è in fase di scrittura e a breve sarà al vaglio del Consiglio regionale”. Manca una totale strategia comunicativa. Ad esempio: uno dei modi più semplici per arrivare alla gente è internet, la rete. A partire dal sito Expo Molise il portale ufficiale del turismo regionale che sulle orme di quello del Piemonte vorrebbe dare la possibilità di prenotare direttamente dal sito il turista interessato.

“La Banca d’Italia prende in considerazione i pernottamenti effettuati negli anni 2014 e 2015. In particolare, nel periodo gennaio-ottobre”, dice Domenico Venditti in qualità di presidente del Sib Molise, il sindacato dei balneatori. “Per il 2014 abbiamo un dato complessivo di 698 pernottamenti così suddivisi: 384 pernottamenti per la provincia di Campobasso, mentre per quella di Isernia 314.Nel 2015 c’è un calo netto. Infatti si passa a 604 pernottamenti complessivi. A fare la differenza in negativo è il dato della provincia pentra che passa a soli 99 pernottamenti. Mentre quella di Campobasso è in aumento con i suoi 505 pernottamenti. Diciamo che l’effetto Expo non si è visto sulle coste molisane. La scorsa estate è vero che sono aumentate le presenze, soprattutto straniere, ma più per effetto degli attentati terroristici che per Expo. Francesi, austriaci e tedeschi hanno preferito le nostre spiagge e i nostri alberghi sia per la qualità del mare e dei servizi, sia per i costi economici, ma soprattutto per una questione di sicurezza non di certo per Expo. Il settore trainante del turismo regionale è il mare. Non solo si sta facendo poco o nulla in previsione della prossima stagione turistica ma, ad esempio, per Expo la mia categoria, quella dei balneatori, non è stata affatto coinvolta”.

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