Crowdfunding in Italia solo a 3 milioni? Pochi…

Word Cloud "Crowd Funding"

I dati del rapporto Crowd Advisors sullo stato dell’arte del Crowdfunding sono stati raccolti grazie alle risposte a un questionario inoltrato a tutte le società che hanno lanciato una campagna di equity crowdfunding sulle piattaforme italiane dal 2013 al luglio 2016, indipendentemente dal fatto che avessero avuto successo.

Su 33 società contattate, 13 (il 39%) hanno risposto al questionario. Si tratta di un campione ristretto, che può comunque fornire un termine di paragone, utile soprattutto a tutte le imprese che intendono finanziarsi con l’equity crowdfunding.
“Il coinvolgimento del crowd, motore pulsante di questo sistema economico, rende importante il tema, se veramente si vuole capire se  esistano e quali siano le regole del gioco”, dice Alessandro Maria Lerro, presidente di Aiec. L”analisi di Crowd Advisors parte dall”Italia, un mercato ancora piccolo ma in forte evoluzione. Mentre da un punto di vista statistico i risultati possono sembrare limitati, vista la dimensione del campione, un approccio  analitico precoce ha il vantaggio di effettuare una mappatura del mercato sin dall”origine, la cui completezza ed attendibilità negli  anni sarà di indiscutibile valore scientifico”.

Tra i risultati evidenziati nel report, emergono alcune indicazioni particolarmente rilevanti: per il 62%
delle imprese, la campagna ha avuto una durata di almeno 4 mesi, dal  momento della decisione di effettuarla alla sua chiusura. E ancora, le società che hanno chiuso con successo hanno generato 31 nuovi posti di
lavoro, soprattutto lavoratori dipendenti e per tutte le attività prese in considerazione, si è registrato un tasso di successo maggiore se l”attività è stata affidata a consulenti esterni invece che svolta  internamente. Secondo il report il 23% non ha predisposto alcun piano di comunicazione, ma tale lacuna è stata penalizzante: solo il 33% ha  avuto successo. Il mezzo di comunicazione privilegiato è stato Facebook (utilizzato  nel 100% dei casi), seguito dalle ”relazioni personali” (77%) e da LinkedIn (69%); il 38% delle società ha speso in totale per la campagna meno di 3.000 euro e il 31% tra 5 e 10.000 euro (esclusa la success fee dovuta alla piattaforma). Non ci sono però correlazioni dirette tra l”entità della spesa e il successo della campagna.

 

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