Energia: il futuro sostenibile si chiama paulownia

Maggiore trasparenza e costi ridotti, tanto per le imprese che per gli utenti. Questa la condizione, emersa nel convegno ‘Coltivare Energia. Impresa agricola e fonti rinnovabili’ che si è svolto nella sede romana dell’Università eCampus  di Roma, affinché si possa arrivare il prima possibile a un futuro sostenibile. “I costi più onerosi che le imprese devono sostenere sono relativi a lavoro ed energia”, ha dichiarato Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente, in apertura dell’incontro, durante il quale è stata sottolineata la sostanziale arretratezza dell’Italia nella “cultura” delle biomasse e, più in generale, dell’energia; in questo ambito, secondo gli operatori di settore intervenuti, è opportuno raggiungere non uno ma tre capisaldi, ovvero maggiore risparmio per i cittadini, costi di produzione più bassi e favorire l’accesso delle imprese nel settore.

Ma i costi di “sostenibilità” in che termini vanno definiti? Come precisato da Giulio Santori, docente di Fisica tecnica presso l’Università eCampus, l’impatto della sostenibilità energetica va identificato non solo in termini ambientali, ma anche da un punto di vista sociale, che renda conto degli impatti e delle conseguenze di ciascuna iniziativa. La promozione di uno sviluppo sostenibile è alla base dell’opera di Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, ma per riuscire in questo ambito è necessario, come ribadito da Roberto Minerdo, Relazioni istituzionali di Metaenergia, “non comprare energia all’estero, partire da una filiera corta, che riunisca le piccole imprese agrarie, e organizzare queste ultime in una rete”.

Grande risalto è stato dato alla paulownia, risorsa da cippato molto impiegata per alimentare centrali a biogas, soprattutto da Future Green Srl, che nel corso dell’incontro ha illustrato i benefici in termini produttivi di questa pianta, una risorsa il cui impiego all’interno della filiera agricola andrebbe ulteriormente sostenuto, come ha precisato Vincenzo Pepe. Oltre che in ambito energetico, la paulownia si dimostra una pianta molto versatile, tanto da essere utilizzata anche nella bio-edilizia, per la realizzazione di abitazioni a basso impatto ambientale. Come precisato da Piergiorgio Giuliani, direttore generale banca romagna cooperativa (Bcc), è necessaria una maggiore stabilità del quadro regolamentare che è alla base del processo di sostenibilità, per far in modo che si possa rispondere in maniera più energica e chiara, tanto alle esigenze delle imprese, quanto alla domanda crescente di fonti rinnovabili.

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