Emirati Arabi Uniti: le opportunità per le Pmi italiane

dubai-business-bay-area-20130608-1«Piattaforma di scambio commerciale e snodo economico-finanziario» al crocevia tra i mercati europeo, africano e asiatico. Questa l’immagine degli EAU che emerge dalla guida Come fare affari negli Emirati Arabi Uniti. 100 domande, 100 risposte” edito in formato e-book da Diacron Press, marchio editoriale del Gruppo Diacron – www.diacron.eu – attivo nella consulenza fiscale e contabile internazionale in alcune aree strategiche del mondo, in collaborazione con il Foreign Direct Investment Office di Dubai (FDI Dubai), l’agenzia del Dipartimento dello Sviluppo Economico (DED) emiratino che si occupa di incentivare gli investimenti stranieri.«Grazie alla loro stabilità politica, alle ingenti risorse petrolifere e a una lungimirante politica di diversificazione nello sviluppo nazionale, gli EAU sono divenuti ormai uno dei maggiori snodi commerciali della regione del Golfo, oltrechè uno dei principali hub sia per il mondo finanziario e degli affari che per i flussi turistici», commenta Giorgio Starace, Ambasciatore d’Italia, che ha firmato la prefazione. «Le relazioni economiche tra Italia ed Emirati Arabi Uniti sono da tempo in costante crescita e gli EAU rappresentano attualmente il principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane verso l’intero mondo arabo».

Gli Emirati Arabi e in particolar modo Dubai si presentano come una realtà molto promettente, capace di sfruttare il fermento della ripresa dopo la crisi finanziaria del 2008-2009 e di attirare sempre più investimenti stranieri. Il Pil cresce – le stime parlano di +5,1% per il periodo 2012-2016 – e Dubai è un fiorire di cantieri, dall’espansione dell’aeroporto alla riorganizzazione dell’assetto urbano, dalla realizzazione di una linea del tram fino al grande progetto di Mohammad Bin Rashid City, un’area di 4 milioni di m2 che comprende complessi residenziali,un parco acquatico e sette chilometri di lagune e spiagge artificiali con spazi dedicati allo sport e allo shopping.

Non da ultimo il maestoso Dubai Design District, per il quale lo sceicco Mohamed Rashid Bin Al Maktoum, vicepresidente e primo ministro degli EAU, ha recentemente annunciato la volontà di proseguire rapidamente con i lavori. Un’opportunità di fare business già colta da molte aziende italiane, anche medio-piccole, che hanno stabilito negli Emirati una base logistica. «Notiamo che il numero di imprese del nostro

Paese che decidono di stabilire un ufficio regionale negli EAU sta aumentando. Molte aziende si rendono infatti conto che per avere un maggiore sviluppo del portafoglio clienti in Arabia Saudita, Qatar, Oman, Kuwait, Bahrein è necessaria una presenza fisica costante in questa regione», commenta Lorenzo Bagnoli, direttore ufficio Diacron Consultants a Dubai e co-autore dell’e-book con Nadia Khalifeh (vedi intervista http://www.btboresette.com/bagnoli-diacron-dubai-resta-un-must-per-gli-investitori/#more-16873) .

La guida, frutto dell’esperienza sul campo dei consulenti Diacron, è rivolta proprio agli imprenditori che vogliono investire in quest’area. Sviluppata secondo lo schema di 100 domande e 100 risposte, fornisce una dettagliata descrizione della realtà culturale ed economica emiratina, con informazioni tecniche indispensabili per iniziare il proprio business, dai settori nei quali è più conveniente investire alla forma societaria più indicata, dagli aspetti fiscali agli obblighi contabili, fino alle indicazioni su come tutelare i brevetti.

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