Elezioni: candidati a caccia di attributi ed etichette

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Elezioni amministrative alle porte: i candidati alla poltrona di sindaco puntano sul personal branding per farsi ricordare non basta più metterci la faccia, ora si va a caccia di attributi ed etichette.

Come riuscire a emergere tra tutti i candidati? si chiedono da mesi molti dei candidati alla poltrona di sindaco dei comuni dove si vota la prossima domenica. Così come si fanno la stessa domanda aspiranti consiglieri vecchi e nuovi nelle giunte comunali. Solo a Milano sono 9 gli aspiranti sindaco con 15 liste collegate e 60 candidati alla presidenza dei 9 Municipi della Città Metropolitana, con rispettive liste, per un totale di ben 3586 persone. Una selva di nomi fra cui districarsi sembra un’impresa impossibile per qualunque elettore e di conseguenza per qualsiasi candidato emergere e farsi votare. “È questa la prima ragione per cui un personaggio politico dovrebbe necessariamente creare una strategia di personal branding”, sostiene Gianluca Lo Stimolo, ceo e fondatore di Stand Out, agenzia di personal branding italiana. “È cambiato il modo di comunicare, oggi non basta rendersi visibili. Per garantirsi un futuro è necessario trasformarsi in ‘celebrità’ del proprio ambito e ‘paladini’ di precise battaglie. E per raggiungere l’obiettivo è necessario seguire un percorso scientifico”. Se queste sono logiche comunicative generalmente applicate alle aziende e agli imprenditori, appare evidente che ancor più la politica ha bisogno di utilizzare le stesse tecniche che un qualsiasi brand utilizza per differenziarsi.

LA REGOLA E’: UN VOTO, UN MESSAGGIO

Se pensiamo al passato, ai leader italiani, più o meno discussi, ci si rende facilmente conto di come Berlusconi, ad esempio, o Salvini, e ancora Matteo Renzi abbiano applicato egregiamente e fedelmente logiche di marketing alla loro persona. “Tornando a Milano, la campagna di Pisapia fu portata avanti con lo stesso schema: nuovo volto, nuovo attributo, nuovo colore di riferimento mai usato in politica, e poi nuovi messaggi. Un politico deve rendersi prima di tutto candidabile e poi eleggibile. In politica quindi, come nelle strategie di personal branding, il concetto dell’attributo è fondamentale: è necessario trovare un superlativo relativo o assoluto che distingue la persona, il brand, dalla massa. Qual è l’attributo rilevante per il problema che ho deciso di affrontare? Sono il più umano, il più competente o il più determinato?” continua Lo Stimolo.

QUAL E’ LA STRATEGIA VINCENTE DI PERSONAL BRANDING IN POLITICA

“L’errore che fanno gli aspiranti politici è pensare di fare ciò che hanno sempre visto fare, si concentrano cioè sugli strumenti, spesso tradizionali, come volantini e manifesti, o di moda, come Whatsapp, Telegram o Snapchat, e non sulla strategia. Il successo inteso come valore sociale è direttamente proporzionale al livello di specializzazione e percezione all’interno di una comunità. Fare personal branding è prima di qualsiasi altra cosa una scelta di coerenza costante su un messaggio. Coerenza che in Italia non è una pratica tanto comune”, conclude Lo Stimolo.

LE CINQUE MOSSE INIZIALI PER DIVENTARE QUALCUNO ANCHE IN POLITICA

1. Brand: scegliere con cura la propria etichetta: “Etichettare è l’unico modo che una persona ha per identificarne un’altra, attribuendole una caratteristica o una competenza”.
2. Attributo: distinguersi dai competitor: “Ognuno di noi ha un attributo che è più forte di altri. E solitamente il punto di partenza per sviluppare un brand personale è proprio quello”.
3. Target: definire il pubblico privilegiato: “E’ fondamentale scegliere un pubblico, ad esempio pensionati, esodati o partite iva, e comunicare a loro, tenendo conto di valori, bisogni e linguaggi.”
4. Argomento: scegliere un tema su cui puntare, essere in grado di cavalcarlo e offrire una soluzione realmente innovativa e soprattutto realizzabile.
5. Metodo: definire gli step necessari per realizzare la soluzione che rappresentino in maniera inequivocabile la propria posizione politica. “In che modo intendi innovare sul tuo argomento? Spiegare con chiarezza i passi del proprio metodo per raggiungere la soluzione proposta lascia trasparire competenza e possibilità di realizzarla.”

I dati di settore raccolti da Google Trend dimostrano che dal 2008 al 2015 le ricerche online intorno ai servizi di personal branding sono cresciute del 628% a livello mondiale (da circa 3.500 al mese nel dicembre 2007 a oltre 22.000 mese nel gennaio 2015) e del 13,6% in Italia. E che nel solo 2014 Google Trend quantifica a livello mondiale 135.000 ricerche al mese sulla parola branding e 22.000 al mese sul termine personal branding.

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