Ecofin: rischi condivisi per salvare le banche dal 2015
E la Fed riduce la liquidità

barnier20Unione bancaria europea più vicina. Nella notte Ecofin  – http://www.consilium.europa.eu – ha raggiunto un accordo storico sul salvataggio delle banche in difficoltà. E’ accaduto a Bruxelles poco dopo la mezzanotte, dopo giorni di trattative tra i ministri delle finanze europei, che finalmente hanno raggiunto un accordo sul meccanismo di salvataggio delle banche. Un passaggio obbligato anche per portare avanti la così tanto attesa intesa sull’unione bancaria voluta da Mario Draghi.I ministri sono arrivato alla conclusione – più di buon senso che  frutto di sofisticate strategie finanziarie – che sia giusto e corretto che i rischi vengano condivisi tra tutti i Paesi europei. Per questo è stato istituito un fondo comune per i salvataggi, finanziato dalle banche e completato progressivamente in dieci anni a partire dal 2015.

Nel frattempo in caso di pericolo i ministri finanziari si sono dotati di un “salvagente”, il cosiddetto backstop, che opererà in parallelo al fondo salva stati Esm, per intervenire e liquidare,  se necessario, la banca in difficoltà senza scatenare il temuto effetto domino sugli altri istituti finanziari come era successo con il caso Lehman Brothers, diventato una pietra miliare per tutti gli operatori.

Nella stessa riunione la banca centrale americana dopo tutti i dollari immessi nel mercato negli ultimi 5 anni ha deciso finalmente di ridurre gli aiuti, “stimulus”. Bernanke ha annunciato che la Fed ridurrà a 40 miliardi di dollari al mese gli acquisti di titoli di stato contro gli attuali 45 e a 35 miliardi di dollari quelli di titoli legati ai mutui dai 40 miliardi attuali. I tassi resteranno bassi fino a che il tasso di disoccupazione non sarà sceso sotto il 6,5%. Mentre per domani mattina in Europa – e quindi negli Usa – sono attese le reazioni dei mercati tra qualche ora le borse di Pechino e del Giappone avranno le prime reazioni.

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