Eccellenze hi-tech al centro di Livorno

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Avete presente le batterie dei nostri device, smartphone, cellulari, pc, tablet capaci di alimentare processi sempre più complessi, applicazioni, display, memorie e quant’altro? Bene. Uno dei centri specializzati nella produzione dei chip utilizzati nei dispositivi elettronici alimentati a batterie si trova nel cuore di Livorno.

A produrre i punti di contatto tra batterie e cervello del dispositivo è la Dialog Semiconductor, multinazionale dei semiconduttori con sede a Monaco di Baviera, con mille dipendenti distribuiti nelle decine di centri di sviluppo sparsi tra Europa, Stati Uniti, Cina e Giappone. In Italia Dialog apre nel 2013 grazie a una “magica” combinazione che ha visto coinvolti alcuni tra i migliori ingegneri del territorio toscano, l’Università di Pisa e soprattutto la tenacia di Stefano Scaldaferri (engineering director) e Francesco Dalena (senior analog design engineering).

I due talenti nel dicembre del 2012 stavano mettendo a punto un pool di ingegneri che lavoravano all’estero per farli ritornare in Italia. Nello stesso periodo Dialog Semiconductor dopo aver sperimentato la qualità di molti ingegneri italiani che lavoravano nelle sedi estere della società, stava pensando di aprire una filiale anche nel nostro Paese. Dopo aver coinvolto la Scuola di ingegneria dell’Università di Pisa, nella figura del professore Giuseppe Iannacone, Scaldaferri e Dalena decidono di presentare il progetto alla società bavarese. Missione compiuta. A Scaldaferri & Co, insieme a un nutrito gruppo di eccellenze toscane, viene affidata la responsabilità della gestione della sede italiana di Dialog che va ad aprire nel cuore di Livorno a Palazzo Orlando in piazza Mazzini. Un luogo di passaggio giornaliero per migliaia di livornesi per lo più ignari che sotto i loro occhi stava crescendo una realtà formata da decine di eccellenze toscane. Siamo nel gennaio del 2013.

Oltre a realizzare applicazioni power management, Dialog Italia produce anche applicazioni per smart led driving, bluetooth low energy e power converter. In questi mesi grazie al supporto dell’Università, Dialog sta seguendo lo sviluppo di dispositivi non più alimentati a batterie ma che recuperano energia dall’ambiente circostante.

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