Dopo l’Ilva di Taranto Arrigoni punta a realizzare
una rete in tessuto unico al mondo

2Giuseppe Starace è l’ingegnere capo che dirige e gestisce il laboratorio ricerca e sviluppo della Arrigoni di Uggiate Trevano (Co), azienda leader nella realizzazione di reti e tessuti di protezione per ambienti esterni e attiva nell’innovazione di prodotto. Starace, docente all’Università del Salento nella facoltà di Ingegneria applicata, coadiuvato da un team composto da quattro ingegneri, da dieci anni tiene le redini di una unità determinante per il successo dell’azienda: la ricerca di nuovi prodotti.La ricerca, fiore all’occhiello di questa impresa di famiglia, nata nel 1936 e  timonata dall’amministratore delegato Paolo Arrigoni, ha permesso a questa media impresa comasca di fornire i suoi materiali a diverse aziende nazionali e internazionali, istituzioni, enti nei settori dell’edilizia, agricoltura e industria per realizzare opere di ristrutturazione e difesa ambientale.

Come nel caso dell’Ilva di Taranto a cui Arrigoni sta fornendo il tessuto tecnico – denominato 2382 Libeccio 70 –  utilizzato per la realizzazione della barriera posta al confine tra i parchi minerari e la confinante strada provinciale e che avvolge tutto il complesso dell’Ilva. “L’obiettivo di questa barriera è quello di contenere la diffusione di polveri pesanti dalla zona verso l’esterno. E ce la stiamo facendo”, dice soddisfatto Paolo Arrigoni.

Ma come siete arrivati a questa scommessa? Quali sono le caratteristiche della rete utilizzata all’Ilva? Quali sono state le ricadute economiche di questo importante incarico?

“Il tema della barriera antipolvere è molto sentito da numerosi poli industriali del nostro paese”, risponde l’ingegnere Starace. “A seguito della commessa Ilva siamo stati contattai da aziende del settore siderurgico, minerario, cementiero perché il problema delle polveri interessa settori diversi. Questo ci sta portando a fare alcune riflessione e studiare meglio il nostro tessuto a rete per ottimizzare la capacità di attirare e recepire le polveri. Stiamo effettuando studi per accentuare, ad esempio, le caratteristiche di attrazione per via elettrostatica dei monofili che compongono la struttura tessile”.

In quale altro settore queste capacità delle reti possono offrire ottimi risultati?

“Nel settore agricolo, per esempi,  l’evoluzione delle reti anti insetto per il controllo biologico delle coltivazioni si trova in una fase avanzata.  Il prodotto biorete Airpluss dispone di un elevata permeabilità all’aria pur mantenendo un altrettanto elevata protezione agli insetti. In agricoltura è di massima importanza creare una giusta aerazione all’interno della struttura protetta senza dimenticare l’azione antiparassitaria”.

Tra i numerosi test a cui vengono sottoposti in continuazione i materiali finiti prodotti dalla Arrigoni molti vengono effettuati nella camera climatica capace di ricreare condizioni estreme per controllare temperatura e umidità. La camera consente di studiare gli effetti dell’esposizione dei tessuti in ambienti difficili. Ma la strumentazione di cui dispone l’azienda include anche una serie di macchinari e test specifici come l’Accelererated weathering teste con cui si simulano il comportamento dei tessuti nel tempo e fornisce informazioni precise sull’effetto delle radiazioni UV sul prodotto finito. A questo si aggiungono test sulle proprietà meccaniche dei tessuti e dei filati, la misura della quantità dell’aria che attraversa il campione del prodotto, il potere ombreggiante e la fluidità del granulo con cui è realizzato il tessuto.

“Una rete non è una semplice alternanza di pieni e vuoti”, sottolinea Starace, “La rete ha il vantaggio di farsi attraversare dall’aria, propone una protezione, conserva un microclima all’interno con valori di protezione  alla grandine, vento, insetti ed è traspirante”. L’azienda è ora concentrata sulla misurare della permeabilità all’aria. “E un valore che molti ritengono superfluo e difficile da ottenere perché si è sempre testata nel settore del  tessile-abbigliamento. Il sistema di cui disponiamo misura quanta aria passa attraverso il tessuto. E’ un valore difficile da ottenere per via proprio della ridotta resistenza al flusso d’aria di tessuti non certo fitti come quelli dei nostri abiti. La biorete – il cui foro è funzionale alla testa dell’insetto – è caratterizzata da nuovi parametri che sono diventati i plus di spendibilità del prodotto”. Ma non basta. Arrigoni – che negli ultimi anni ha investito in ricerca e sviluppo una cifra superiore ai due milioni di euro – ha messo a punto prodotti adatti alla copertura delle serre che possono essere finestrate con reti che consentono il passaggio dell’aria e proteggono dagli insetti. “Il vento non è mai perpendicolare alla superficie che sta investendo. Vi è sempre anche una componente tangenziale”, prosegue Starace. “Abbiamo progettato e applicato test di permeabilità a diverse inclinazioni per tenere conto di questo. Anche una per il vento che lambisce esclusivamente il tessuto senza componenti particolari con sollecitazioni ed effetti ovviamente diversi”. Gli studi effettuati da Arrigoni in questo campo si traducono in specifiche tecniche di ogni singolo prodotto e offrono ai tecnici e ingegneri delle aziende clienti di utilizzare le reti in diverse applicazioni.

Ma come fate a testare se non ci sono macchinari specifici?

“In molti casi abbiamo dovuto ideare noi stessi i macchinari introducendo nuove procedure di test e tarature della strumentazione. Dopo la progettazione affidiamo a officine meccaniche esterne la realizzazione delle macchine. E questo accade sia per la realizzazione di test sia per la realizzazione di tessuti che utilizzano filati e la materia prima in maniera diversa. Per questo i nostri tessuti in molti casi non hanno concorrenza. In questo periodo per esempio stiamo sottoponendo al simulatore della camera climatica un prototipo di barriera antipolvere che deve essere utilizzato in una zona estrema della Russia con temperature che oscillano da meno 35 a più 38, a 2.000 chilometri a est di Mosca.

Per altre informazioni leggi anche http://www.btboresette.com/arrigoni-per-lilva-di-taranto/#more-15949

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