Distretti in crescita ma non riescono a trainare il Piemonte

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Nel primo trimestre del 2016 i distretti piemontesi hanno accusato un lieve calo delle vendite estere (-1,6% tendenziale), mostrando comunque un andamento migliore rispetto all’intero manifatturiero piemontese (-7,2%).

Risultati fortemente positivi nell’export sono stati ottenuti dalle Macchine tessili di Biella (+12,6%) che stanno riconfermando il trend positivo che le ha viste chiudere il 2015 con un +18,9% rispetto al 2014. Bene anche il distretto del Caffè, confetterie e cioccolato torinese in progresso del 7,4% rispetto al primo trimestre 2015 e la Rubinetteria e valvolame Cusio-Valsesia (+2,2%) e i Dolci di Alba e Cuneo (+1%).
In leggera diminuzione le esportazione del Tessile di Biella (-1,6%), della Nocciola e frutta piemontese (-2%), dei Casalinghi di Omegna (-2,8%), dei Frigoriferi industriali di Casale Monferrato (-3,6%) e dell’Oreficeria di Valenza (-3,7%). Maggiore la diminuzione dei flussi di export per il Riso di Vercelli (-5,1%) e i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato (-8,4%).

Le esportazioni verso i nuovi mercati hanno registrato un leggero incremento tendenziale (+0,6%), mentre le esportazioni verso i mercati maturi hanno subito una lieve diminuzione (-2,5%) a causa della flessione delle esportazioni verso la Svizzera e il Regno Unito. Da segnalare comunque la buona evoluzione delle vendite verso Germania, Stati Uniti e Francia. Nella seconda parte dell’anno l’export dei distretti dovrebbe tornare in territorio positivo, grazie alla spinta di Stati Uniti e mercati europei e a un’evoluzione meno sfavorevole sui mercati
emergenti, dove il recente rimbalzo delle quotazioni petrolifere allenterà le pressioni sulla bilancia del pagamenti, con effetti positivi sulla crescita globale. Le imprese dei distretti potranno inoltre contare maggiormente sulla domanda interna, sia di beni di consumo (trainati dalla ripresa del reddito disponibile e dal miglior andamento del
mercato del lavoro) sia di beni di investimento, che favoriscono le imprese più piccole, meno orientate all’export.

IL TESSILE VOLA VERSO LA TURCHIA

L’ottimo il risultato per le Macchine tessili di Biella (+12,6% la variazione tendenziale nel primo trimestre del 2016), lo si deve grazie alla crescita delle vendite in Turchia (+5,5 milioni di euro), Cina (2,2 milioni di euro) e India (1,3 milioni di euro), che ha ampiamente compensato la diminuzione dei flussi verso la Russia (-3,9 milioni di euro). Anche il distretto del Caffè, confetterie e cioccolato piemontese ha registrato un’ottima performance delle esportazioni (+7,4%), dovuta principalmente all’aumento dell’export verso Germania (+ 6 milioni di euro) e Svizzera (+ 3 milioni di euro). Nei primi tre mesi del 2016 sono aumentate del 2,2% le esportazioni relative al distretto della
Rubinetteria e valvolame Cusio-Valsesia. I mercati che hanno visto i maggiori aumenti sono stati Germania, Francia e Spagna, a fronte di una diminuzione delle esportazioni verso la Svizzera l’Austria e il Canada.
Anche le esportazioni di Dolci di Alba e Cuneo sono aumentate (+1% tendenziale): la diminuzione delle esportazioni verso la Russia (-8 milioni di euro) è stata completamente recuperata dall’aumento dell’export verso la Francia. Inoltre sono salite anche le esportazioni verso Arabia Saudita (+3,6 milioni di euro), Germania (+2,6 milioni di euro), Polonia (+1,8 milioni di euro) e Regno Unito (+1,6 milioni di euro).

IL ROERO NON SI PIACE PIU’ ALLA GRAN BRETAGNA

E’ stata invece negativa la dinamica dei flussi di export degli altri distretti della regione. In particolare il distretto che ha sofferto di più è stato quello dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato che nei primi tre mesi dell’anno ha registrato una diminuzione delle esportazioni dell’8,4%, principalmente a causa del calo dei traffici commerciali verso Regno Unito (-14 milioni di euro) e Germania (-5,5 milioni di euro). E’ comunque doveroso sottolineare che il distretto
negli ultimi 10 anni ha avuto un trend di export positivo, che ha visto salire il valore delle esportazioni da 756 milioni di euro del 2006 al miliardo e 238 milioni di euro registrate a fine 2015, posizionandosi al quarto posto per crescita negli ultimi 10 anni tra i distretti italiani del vino (+64%) (Fig. 1.2).

Il Riso di Vercelli ha visto un aumento importante di esportazioni verso il Regno Unito (+2,5 milioni di euro), purtroppo interamente compensate da una diminuzione di un ammontare quasi di pari entità (-2,4 milioni di euro) verso la Germania. Negativo l’apporto anche di Turchia, Belgio e Francia che portano la media delle esportazioni a registrare una variazione di -5,1%. In arretramento anche l’Oreficeria di Valenza (-3,7%) che sta scontando un riassestamento rispetto ai livelli straordinari di export raggiunti nel 2015. Questo risultato è dovuto principalmente alla diminuzione delle esportazioni in primis verso la Svizzera, poi anche verso Hong Kong e Francia. Continuano invece ad aumentare le esportazioni verso gli Stati Uniti (+7 milioni di euro).
In arretramento anche i Frigoriferi industriali di Casale Monferrato (-3,6%) a causa della diminuzione delle esportazioni verso Regno Unito (-3,8 milioni di euro) e Polonia (-1,2 milioni di euro), nonostante l’aumento delle vendite verso Francia (+1,5 milioni di euro), Spagna (+1,2 milioni di euro) e Cina (+0,8 milioni di euro).

Anche i Casalinghi di Omegna hanno visto le esportazioni diminuire del 2,8%. Ad influenzare questo risultato il forte arretramento delle esportazioni verso la Francia (-1,3 milioni di euro) e la Turchia (-0,4 milioni di euro), non compensato dalla performance positiva delle vendite in Germania (+0,7 milioni di euro) e negli Stati Uniti (+0,5 milioni di euro) e dall’attivazione delle esportazioni verso il Sudafrica (+0,5 milioni di euro). Nonostante l’aumento delle esportazioni verso la Germania per 11 milioni di euro, il distretto della Nocciola e frutta piemontese ha chiuso il primo trimestre 2016 registrando un calo tendenziale pari a –2% a causa della diminuzione dei flussi verso Polonia, Francia, Egitto, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti.
Il Tessile di Biella ha visto crescere le esportazioni verso tutti i maggiori partner commerciali (Francia, Romania, Hong Kong, Turchia e Giappone) esclusa la Svizzera, che con la riduzione di richiesta di 13 milioni di euro di prodotti porta il complessivo delle esportazioni nel primo trimestre 2016 a -1,6% tendenziale. Questo risultato è dovuto al comparto dell’abbigliamento (-16,2%); il tessile (+2%) e i filati (+1,5%) hanno avuto un risultato positivo.

I MERCATI MATURI IN CERCA DI NUOVI PRODOTTI

Le esportazioni dei distretti industriali piemontesi hanno registrato una diminuzione verso i mercati maturi (-2,5%). Ciò dipende principalmente dal risultato negativo ottenuto dalle esportazioni verso la Svizzera, in particolare per quanto riguarda il distretto orafo di Valenza (-22 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2015) e il Tessile di Biella (-13 milioni di euro), e verso il Regno Unito (-14 milioni di euro per il distretto dei Vini delle Langhe, Roero e Monferrato). Si segnala invece un’accelerazione negli altri principali mercati maturi: Germania (+11 milioni di euro per il distretto della Nocciola e frutta piemontese, +6 milioni di euro per il distretto del
Caffè, confetterie e cioccolato torinese), Stati Uniti (+7 milioni di euro per l’oreficeria di Valenza) e Francia (grazie all’aumento dell’export dei distretti dei Dolci di Alba e Cuneo +7,8 milioni di euro e del Tessile di Biella +2,3 milioni di euro). Positive le esportazioni verso alcuni importanti nuovi mercati: in Turchia per effetto dei distretti delle Macchine tessili di Biella e del Tessile di Biella, in Arabia Saudita per effetto dei Dolci di Alba e Cuneo, in Corea per l’aumento dell’export di Valenza, che ha fatto in modo che nel primo trimestre 2016 le esportazioni siano cresciute più di quanto non abbiano fatto in tutto il 2015 (7,6 milioni di euro). Rimangono stabili le esportazioni verso la Cina: la diminuzione delle esportazioni di Dolci di Alba e Cuneo sono state compensate dall’incremento dei distretti delle Macchine tessili di Biella, del Tessile di Biella, dei Frigoriferi industriali di Casale Monferrato e dell’Oreficeria di Valenza. L’export dei distretti piemontesi ha invece sofferto nuove riduzioni in Russia, Polonia e Brasile,
cui si è aggiunta l’inversione di tendenza dei flussi diretti verso Hong Kong (-4,7 milioni di euro
principalmente per effetto dell’Oreficeria di Valenza). Continuano a diminuire le esportazioni verso la Russia, dove l’aumento dell’export del distretto orafo di Valenza non ha compensato le importanti perdite dei Dolci di Alba e Cuneo

LA TECNOLOGIA RESTA LA PALO

Nel primo trimestre del 2016 l’export dei poli tecnologici piemontesi ha subito un calo (-5,1% tendenziale). Il Polo aeronautico di Torino è riuscito ad aumentare l’export verso Turchia, Stati Uniti e Regno Unito, ma questi incrementi non sono riusciti a coprire la diminuzione delle esportazioni verso Perù e Romania per la fine di alcune importanti commesse. Anche per quanto riguarda il Polo ICT di Torino le esportazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate; tuttavia l’export del polo si è ridotto a causa della diminuzione delle esportazioni verso Polonia, Venezuela, Emirati Arabi Uniti e Cina.

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