Dal 26 luglio apre la mostra Da Giotto a Gentile
per la rinascita di Fabriano

RID-MAESTRO DI CAMPODONICO-Annunciazione affresco staccafo Fabriano, Chiesa di S. Maria MaddalenaAnche dopo i recenti fatti che hanno visto Fabriano presente sulle cronache nazionali per il passaggio di mano di un pezzo di grande storia industriale del nostro Paese (la Indesit di Merloni venduta alla Whirpool), la città e la comunità locale sembra non avere alcuna intenzione di “tirare i remi in barca” e consegnare in mani straniere propositività, iniziative, e determinazione.

Una prima risposta avviene in ambito culturale con il rilancio dello straordinario  patrimonio artistico esistente attraverso la mostra Da Giotto a Gentile che apre il 26 luglio alla Pinacoteca Civica Bruno Molajoli” e non solo. L’impegno più forte vede schierata la Fondazione Carifac che in un momento in cui il territorio sta attraversando una grave crisi proprio del distretto industriale mette in campo strategie alternative puntando sul turismo e sulla promozione della cultura.

Da subito la Fondazione ha scelto di puntare sulla città e sulla comunità locale con il progetto delle “Borse Lavoro Over 45”, finanziate dalla Fondazione stessa in collaborazione con la Regione Marche, il Comune di Fabriano e i Servizi del Terzo Settore. Un’iniziativa importante, finalizzata alla ricollocazione nel mercato del lavoro di soggetti over 45 da impegnare in lavori di abbellimento, manutenzione della città, maggiore fruibilità e attività di supporto all’organizzazione della mostra.

Da Giotto a Gentile – pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento, a cura di Vittorio Sgarbi, presso la Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli” , la Chiesa di Sant’Agostino, Cappelle Giottesche,, la Chiesa di San Domenico, Cappella di Sant’Orsola e Sala Capitolare e la Cattedrale di San Venanzio, Cappelle di San Lorenzo e della Santa Croce – è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, con il sostegno della Fondazione Veneto Banca e del Comune di Fabriano, in collaborazione con la Regione Marche, la Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche di Urbino, la Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria e la Diocesi di Fabriano-Matelica.

Da Fabriano, sul finire del 1200, ha avuto inizio quel processo di trasformazione economica, sociale e religiosa che ha dato origine alla civiltà dell’Occidente cristiano: l’ incontro fra il pauperismo francescano e l’operosità benedettina, testimoniato da eremi e monasteri urbani diffusi in tutto il territorio, la capacità manifatturiera legata alla produzione della carta, che da Fabriano si diffonde in tutta l’Europa e la rivoluzione figurativa che, grazie all’attività di Giotto, dal cantiere assisiate si propaga rapidamente anche nel fabrianese, danno origine ad una congiuntura di eventi che fanno di Fabriano e del suo territorio l’epicentro di un rinnovamento epocale. E’ questo spaccato che la mostra regala ai visitatori. Da qui l’inizio di una nuova e più articolata visione delle vicende della pittura italiane del XIV secolo.

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