Confcommercio: consumi in calo a maggio

Interno di una salumeria, Pontedera (Pisa), 26 giugno 2012. ANSA/STRINGER

L’indicatore dei consumi Confcommercio (Icc) registra a maggio 2015 una diminuzione dello 0,3% rispetto ad aprile ed un incremento dell’1,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Nonostante il dato negativo congiunturale, l’indicatore conferma, in termini di media mobile a tre mesi, “la tendenza al progressivo miglioramento tornando sui valori di inizio 2013”, sottolinea l’Ufficio studi di Confcommercio, sostenendo che si tratta di “uno stop solo temporaneo nel percorso di ripresa dei consumi delle famiglie”.

Ridimensionamento della domanda

La flessione dello 0,3% registrata dall’indicatore dei consumi Confcommercio a maggio, rispetto al mese precedente, deriva da un ridimensionamento della domanda sia di beni (-0,4%), sia di servizi (-0,2%), “un risultato che vanifica solo in parte la crescita che si era registrata ad aprile” (+0,5%).
Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa, l’unico incremento ha riguardato l’acquisto di beni e servizi per le comunicazioni (+0,4%), mentre il calo più ampio si è registrato sulla domanda per i beni e servizi per la mobilità (-1,5%), a causa – viene spiegato – di un rallentamento delle vendite di auto ai privati.

Beni e servizi trainano

Nel confronto con il mese di maggio 2014, la crescita dell’1,2% riflette l’andamento positivo sia della domanda relativa ai beni (+1,3%), sia di quella per i servizi (+1,0%). Tra gli aumenti più significativi, quelli per i beni e servizi per la mobilità (+6,6%) e per i beni e i servizi per le comunicazioni (+4,2%); al contrario, una riduzione dei consumi, sempre su base annua, si è registrata sia per i beni e i servizi ricreativi (-0,6%), sia per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,5%).
Per quanto riguarda la tendenza a breve termine dei prezzi al consumo, l’Ufficio studi di Confcommercio stima per il mese di luglio, rispetto a giugno, una variazione nulla dei prezzi. Nel confronto annuo, la variazione dovrebbe attestarsi allo 0,2%, “la terza variazione positiva dopo un quadrimestre di deflazione”.

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