Cina e Giappone mete della missione di Alleanza delle Cooperative e Phil Hogan

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Cina e Giappone sono le mete della nuova missione che Alleanza delle Cooperative e Phil Hogan – commissario europeo all’Agricoltura – stanno realizzando in questi giorni. Dal 16 al 22 la missione porterà sul tavolo degli organizzatori cinesi e giapponesi i temi della protezione delle indicazioni geografiche e il contrasto all’italian sounding.

Dalla protezione delle indicazioni geografiche al contrasto all’italian sounding, fino all’alleggerimento dei dazi e delle barriere fitosanitarie. Questi alcuni degli obiettivi che si pone l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari nel partecipare alla ‘missione agroalimentare’ organizzata in Cina e Giappone dal commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, in programma dal 16 al 22 aprile prossimi.
Phil Hogan (from video by Paula Geraghty)1-1“Un’occasione importante per valorizzare le nostre produzioni agroalimentari in due Paesi molto interessanti per il nostro export”, dice Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, “Saremo l’unica associazione italiana in rappresentanza dell’intero comparto. La maggior parte delle imprese italiane presenti sono cooperative, in particolare nei settori del vino, delle conserve e del lattiero caseario, a testimonianza della valorizzazione del modello cooperativo che in questi anni, come Alleanza, abbiamo più volte sottolineato anche nelle sedi comunitarie”.

RICHIESTI MENO DAZI E PIU EXPORT DI PERE, MELE E PESCHE

Tra le priorità da affrontare nella missione, lo sblocco del mercato della frutta, in particolare quello di mele, pere e pesche, che ad oggi non sono esportate. Fondamentale anche l’alleggerimento dei dazi, soprattutto per il vino, e la risoluzione delle problematiche legate alle questioni sanitarie per le carni che rendono impossibile la commercializzazione dei prodotti delle carni fresche, specie in Giappone. Di interesse trasversale inoltre una generale semplificazione burocratica e amministrativa per le imprese che intendono esportare. Importante nodo da sciogliere sul biologico è la questione legata all’equivalenza. “Auspichiamo”, prosegue Mercuri, “che il lavoro portato avanti in questi anni dalle istituzioni e dalle diplomazie comunitarie, grazie anche a questa missione, possa consentire di accelerare l’accordo per il riconoscimento della Cina di un’equivalenza per i prodotti biologici europei. Stesso auspicio affinché entri a sistema il riconoscimento delle indicazioni geografiche”.

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